C‘è un uomo vestito di bianco in Via del Corso Roma. A piedi, in una silenziosa domenica caratterizzata dall’emergenza Coronavirus. È Papa Francesco, domenica 15 marzo, sta per raggiungere la  chiesa di San Marcello al Corso” per pregare per “la fine della pandemia”.

In un momento così tragico per l’Italia e per il Mondo a 83 anni sfida i divieti e, come un pellegrino qualunque, va nella chiesa di San Marcello per implorare la guarigione, per pregare per la pandemia,che sta colpendo l’Italia ed il Mondo, per gli infermieri, i tecnici, i volontari per tutti i lavoratori.

Un gesto per stare accanto al popolo, perché come ha sottolineato “Non si deve fare il don  Abbondio”.

Un Papa che scende in prima linea, non si chiude in casa, anzi per dirla con l’hastag #iorestoacasa, Lui va a pregare in un luogo dove si trova il Crocifisso miracoloso. Sì, quel Crocifisso che nel 1522 venne portato in processione per i quartieri di Roma, perché finisse la ‘Grande Peste’.

In questo periodo di forte Emergenza Coronavirus, dove è certo  che ogni momento della Settimana Santa verrà trasmesso in TV via radio e via web, il Santo Padre compie un gesto di affidamento alla portata di tutti noi, un gesto rischioso, ma allo stesso tempo semplice, per pregare, per lanciare un forte messaggio di fede, di abbandono, ma allo stesso tempo di speranza.

Nello stesso  pomeriggio Papa Francesco aveva  lasciato il Vaticano, in forma privata, per recarsi  in visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Lì, ha rivolto la sua preghiera alla Vergine, Salus populi Romani.

Papa Francesco, esempio di ‘Chiesa in uscira’, Papa Francesco il Padre degli ultimi, degli affranti, dei malati, ma anche dei martiri della Siria che ricorda sempre nei suoi messaggi. Piccoli gesti, ma molto significativi.

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