Su “La questione ambientale oggi, per un’ecologia integrale” si è discusso venerdì 10 e sabato 11 marzo 2023 in un convegno organizzato dall’Istituto Filosofico-Teologico San Pietro di Viterbo e ospitato nell’Aula Magna dell’Università della Tuscia. L’apertura dei lavori è stata preceduta da una significativa iniziativa. Nel porgere il saluto ai convegnisti, infatti, il rettore Stefano Ubertini ha annunciato una convenzione tra l’Università e la diocesi di Viterbo per la costruzione di una cappella universitaria ed è seguita una piccola cerimonia per la firma del protocollo da parte del rettore stesso e del vescovo di Viterbo, Orazio Francesco Piazza. L’iniziativa, per inciso, è particolarmente cara a Sosta e Ripresa, se non altro per memoria grata di monsignor Giuseppe Canovai, primo assistente della Familia Christi fondata da Tommasa Alfieri, al quale si deve quella analoga, che portò alla realizzazione della cappella dell’Università La Sapienza di Roma.
Proprio il vescovo ha tenuto la prima relazione del convegno, nella sessione mattutina di venerdì, moderata dalla preside dell’Istituto San Pietro, Annunziatina Boccia. Parlando di “Uomo e creato, sviluppo e responsabilità. Il modello della relazione”, monsignor Piazza ha scelto un approccio che ha voluto non a caso definire “scientifico” per confrontare le varie voci della questione: a suo giudizio, infatti, nella prospettiva della stessa sopravvivenza diventa tale, scientifico appunto nel senso proprio, il ritrovare lo sguardo poetico sul mondo per creare uno stile di vita alternativo.
L’altro relatore della mattinata è stato Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, promotore di Symbola (Fondazione per le qualità italiane) e tra i fondatori del Kyoto Club che ha parlato su: “Il ruolo delle giovani generazioni nella difesa ambientale”. Secondo Realacci, che ha citato la parabola evangelica dei talenti, la domanda sulla validità delle scelte ecologiche si pone come una provocazione dalla quale deriva la responsabilità delle scelte anche sul piano economico.
Nel dibattito seguito alle relazioni ha rotto il ghiaccio il direttore editoriale di Sosta e Ripresa, Mario Mancini, sollecitato proprio dall’affermazione del vescovo sulla creazione di uno stile di vita alternativo. Mancini ha ricordato che l’espressione “nuovi stili di vita” appare ripetutamente nelle ultime encicliche da Paolo VI a papa Francesco. Una realizzazione potrebbe esserci in comunità che adottino un’economia di condivisione tipo Nomadelfia. Sarebbe una testimonianza, un segno di contraddizione da parte dei cristiani, oggi appiattiti e mimetizzati nei falsi idoli della società del consumo. Ha anche ricordato che lo speculare teologico del grande Tommaso d’Aquino partiva dai dati dell’esperienza (altrimenti la scolastica tomistica si perderebbe in speculazioni astratte, ndr) e che il pianeta ha già sperimentato l’attuale tasso di concentrazione di gas serra 800.000 anni fa (con il livello del mare cresciuto di 60 metri), ma la velocità del cambiamento, oramai inarrestabile, è oggi centinaia di volte più grande.
Nel pomeriggio ha coordinato gli interventi Angelo Tumminelli dell’Istituto San Pietro ed ha portato i saluti e gli auguri dell’Università della Tuscia Tiziana Laureti, ordinaria di statistica del dipartimento di Ingegneria, Società e Impresa (DEIM).
Il primo relatore Stefano Zamagni, economista e presidente della Pontificia Accademia delle scienze sociali si è collegato on line con la relazione: “Laudato si’ ed ecologia integrale; civilizzare l’economia e custodire il creato”. Il relatore ha rimarcato l’esistenza dei limiti della natura e la differenza tra crescita e sviluppo, soprattutto sviluppo sostenibile). Nella sua analisi ha anche rivelato perché papa Francesco, con il suo insegnamento dia fastidio a tanti (Zamagni ha usato il termine: è odiato) in quanto va contro il consumismo inutile e riparte dall’umano: è più importante il bene relazionale del bene commerciale.
È seguito l’intervento di Donatella Pagliacci, docente di Antropologia filosofica all’Università di Macerata, anche lei collegata on line, che ha parlato dell’antropocentrismo nell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco con la relazione “Ripensare il rapporto tra natura e persona umana”.
Ha concluso la giornata il ricercatore di Filosofia morale all’Università di Urbino, Damiano Bondi, intervenendo su “Il nuovo principio di responsabilità. Sul rapporto tra cristianesimo e etica ecologica”. Il relatore ha proposto una esegesi sia di alcuni passi della Bibbia che parlano del rapporto tra uomo e natura sia del paradigma dell’ecologia umana nei più recenti documenti del magistero che combatte la polarizzazione, errata, di due concetti diversi di bioetica, uno riguardante la persona umana, l’altro riguardante l’ambiente.
Sabato mattina i lavori sono ripresi con la Tavola Rotonda “L’impegno per un futuro migliore, la responsabilità delle nuove generazioni” condotta da Francesco Mattioli docente dell’Istituto San Pietro che ha posto diverse questioni: la praticabilità del rapporto tra uomo e natura; cosa significhi sviluppo sostenibile; la ricerca di una sintesi nel concetto di qualità della vita; quale dialogo tra le generazioni dove quelle precedenti stanno erodendo quelle a venire.
A queste sollecitazioni hanno risposto in maniera diversa secondo i loro ambiti di competenza Giulio Guarini del DEIM; il presidente di “Sorella natura e Amici del Creato” Roberto Leoni; il ricercatore della Facoltà di Agraria dell’ateneo viterbese e presidente del bio-distretto del lago di Bolsena Gabriele Antoniella; Leonardo Varvaro, già professore ordinario e direttore del dipartimento Dafne della Facoltà di Agraria sempre dell’Università della Tuscia; Silvio Franco, economista, assessore allo sviluppo economico del Comune di Viterbo; la docente di Psicologia della comunicazione all’Università La Sapienza Elena Bocci. All’intervento di quest’ultima si sono affiancate due appendici, rispettivamente di Renzo Salvatori, vicepresidente delle ACLI di Viterbo, e Mariella Zadro, promotrice del concorso nelle scuole “Io contadino del XXI secolo”, inserito nel progetto Nonni e Nipoti che vede impegnate, all’interno dell’iniziativa degli Orti solidali varata dalla diocesi, diverse realtà locali, comprese proprio la Acli.
La preside dell’Istituto San Pietro, Annunziatina Boccia ha concluso i lavori del convegno.
Foto di Mariella Zadro
La registrazione del convegno su You Tube al link
https://www.youtube.com/live/WBZBKJHOaI0?feature=share
