Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta
e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia
domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per
meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto

Ci accompagna in questo cammino padre
Ignazio Martelletto C.S.I.

 

 

 

 

1° maggio 2022, Terza domenica di Pasqua – Anno C
“Disse loro Simon Pietro: io vado a pescare”
“Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era
Gesù”
“Quel discepolo che Gesù amava disse: È il Signore!”
“Venite a mangiare”
“Mi vuoi bene? Pasci le mie pecore”
(Gv 21, 1-19)

1° maggio 2022, Terza domenica di Pasqua – Anno C
I discepoli sanno che Gesù è risorto, ma non hanno ancora chiaro il compito che è stato loro
affidato. Perciò tornano alla vita di prima. Vanno a pescare. Gesù va a cercarli. È bello questo
gesto di Gesù che va a cercare i suoi amici,quelli che lo portano nel cuore e li trova in una
situazione di delusione e confusione . Non hanno pescato nulla per tutta la notte e anche il
maestro è sparito dalla loro vita, non lo vedono più. Quella forza che la presenza fisica di Gesù
vivo trasmetteva loro ora non la sentono più.
È Giovanni che riconosce nello sconosciuto che ha suggerito di tentare ancora la pesca che esce
con le parole di vita: è il Signore. È l’annuncio della presenza del Signore risorto. Ed ecco che
tutta l’atmosfera cambia. Tutto si rianima e Pietro che senza attendere di arrivare alla riva, gli va
incontro gettandosi nel lago per arrivare subito. E quando arriva la barca con i pesci trovano che il
Signore ha già preparato loro il cibo per il pasto.
Anche qui noi possiamo vedere come agisce Gesù. Ci viene incontro quando siamo scoraggiati e
ci offre il dono della sua presenza e del suo grande amore per noi che siamo suoi figli. La fede
nella sua presenza cambia subito la nostra esistenza, ci fa sentire importanti e partecipi di una missione.
Pensiamo a quello che avviene nelle nostre Eucarestie domenicali. Entriamo in Chiesa con uno stato d’animo legato alla vita quotidiana e quando partecipiamo con fede all’ascolto della sua
parola e ci nutriamo alla sua mensa riceviamo sempre quella vita nuova che rinnova il nostro
animo. Si ritorna a casa cambiati. Ci siamo nutriti di un cibo divino e il quotidiano si affronta con più
slancio e con maggior fiducia. Non ci sentiamo soli. Sentiamo di avere Il Signore con noi.
Ed è Pietro che si sente chiamare per nome a e cui viene affidato un compito. Anche noi siamo
chiamati per nome. Sentiamo la voce di Gesù che dice: ti voglio bene! È l’invito alla cura delle
persone che il Padre ci fa incontrare. Tutti noi cristiani siamo chiamati a comunicare questo
messaggio di risurrezione a quanti incontriamo, specialmente a chi soffre, a chi è solo, agli
ammalati. A tutti facciamo arrivare un raggio della luce di Cristo risorto, un segno della sua
misericordiosa potenza.

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