La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.
1° novembre 2022, XXXI Solennità di Tutti i Santi – Anno C
“Gesù salì sul monte e si mise a insegnare”
“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”
“Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli” (Mt, 5, 1-12)
La pagina del Vangelo di oggi è la descrizione del cuore di Dio Padre e viene presentato per noi il cammino della vera felicità. È una pagina che nessun uomo saprebbe scrivere. È una pagina scritta da Dio.
Quando immaginiamo Dio dobbiamo mettere da parte le immagini che ripercorrono i comportamenti umani del potere. Dio è povero perché non si appartiene e offre tutto se stesso in dono ai suoi figli. Amare è mettere gli altri al primo posto. Dio mette noi, suoi figli, come il senso del suo essere. Egli è la mitezza, la misericordia, ha fame e sete di giustizia, costruttore di pace.
È Spirito che suscita sempre un dinamismo di rinnovamento e di vita nuova. Dio è una grazia che si esperimenta nell’animo come gioia, pace e saggezza. Entrare in contatto con Dio attraverso la preghiera è ricever sempre qualche dono. Sono vere quelle parole di Gesù: pregate e riceverete, bussate vi sarà aperto.
Questa parole di Gesù ci indicano anche la strada della vera felicità per la nostra vita. Quando tentiamo nei nostri anni di trovare il segreto per sentirci veramente soddisfatti del nostro vivere facciamo tanti progetti, li realizziamo, ma resta sempre dentro noi un vuoto che non riusciamo a riempire. Gesù nelle afflizioni della vita, ci invita a mettere il nostro cuore in quello di Dio Padre. Ci invita a sentire che nel nostro cuore dobbiamo dare spazio a Colui che ci ha pensato, ci ha dato la vita e ci ha dato una vocazione da attuare. La vita è un cammino che dobbiamo percorrere ma con un atteggiamento interiore di solidarietà alla vita, alla crescita umana, e con attenzione al cuore che deve crescere gradualmente verso la grandezza del cuore del Padre. Non giungeremo mai alla pienezza, ma la possiamo sperimentare quando ci uniamo nella fede al Padre che è nei cieli.
Con Gesù le beatitudini sono un programma contro corrente che richiama il vero cambiamento di vita. Felici coloro che si ostinano a percorrere sentieri di giustizia, quelli che sono coraggiosi perché miti, quelli che costruiscono sentieri di pace. Una felicità sperimentabile già nell’oggi perché i cristiani sono capaci di trovare continuamente sentieri di speranza. Il fuoco e l’entusiasmo che portano nel cuore li rendono capaci di dissonanze e di scelte imprevedibili.

