La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.
Le Ceneri
Forse il salmo 50 (51) che contiene la preghiera umile di David, apre la porta per capire la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri: “Crea in me, o Dio, un cuore puro; rinnova in me uno spirito saldo. Non scacciarmi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito”. Che si creda o no in Dio, che si seguano o no le abitudini tradizionali della religione, la sensazione che siamo fragili, soggetti a comportarci in maniera scorretta, causa noi stessi di tanti dei mali che sembrano soffocarci… ed altro. Ma questa non è soltanto una sensazione. È davanti ai nostri occhi e scritta nella storia che studiamo sui libri o nelle ferite non cicatrizzate che non pochi soffrono sul proprio corpo e sulla loro vita. Non c’è solo questo nella nostra storia umana passata e presente, ma l’esperienza del dolore fa più male di quanto la gioia e le soddisfazioni possano farci sorridere.
E nei credenti, anche se tiepidi, è più facile rivolgersi a un Dio nei momenti bui della vita che non durante le feste e le vacanze al mare. La celebrazione delle Ceneri vorrebbe riportarci a non dimenticare questa nostra dolorosa fragilità. I troni e gli imperi crollano. Le ricchezze accumulate diventano musei o mercato dell’antiquariato. I rami di ulivo per osannare la gloria, sono ora la cenere che scende sul nostro capo: “Ricordati che polvere tu sei e in polvere ritornerai”. Anche se la tomba è monumento di marmo e di gloria, è solo apparenza del nulla di cui si viene vestiti senza vita.
E allora? Nell’inno detto Prefazio, leggiamo: “Dio onnipotente ed eterno, tu vuoi che ti glorifichiamo con la penitenza quaresimale perché la vittoria sul nostro peccato ci renda disponibili alle necessità dei poveri a imitazione della tua bontà infinita”. È un invito a celebrare con il Signore un cammino di conversione. Lasciamo le tradizioni culinarie e gastronomiche al mercato di chi vive anche di queste cose. Non facciamo finta di fare “digiuno o sacrificio” con pesce prelibato e abbondante. “Crea in me, o Dio, un cuore puro…”, ricordi il salmo 50 (51)? Cuore è la vita della persona, non solo il suo corpo e la sua mente, ma tutto quello che vuol dire: persona umana.
E “puro” è un cuore libero, una persona (posso essere io, tu… tutti noi come comunità e società, come Chiesa) che usa le cose ma non si fa usare, che non vive incollata a quanto possiede e ha accumulato, che sa condividere, che non spreca quello che potrebbe essere necessario a altri, che rispetta i cammini delle persone che incontra, che non abusa della natura e non la violenta, che non divide il mondo in accettabili e scartabili o non accettabili, che si ferma per lenire le sofferenze di chi cade o che inciampa nella vita…
Persone dobbiamo essere che non escludono dal loro vocabolario di vita parole come compassione, umiltà, attenzione. Magari non sempre ci pensiamo o ci riusciamo ed è per questo che il mercoledì delle Ceneri siamo invitati a pensarci. Ma non solo oggi. Ogni giorno è “mercoledì” di conversione e questo perché crediamo in Gesù, il nostro Vangelo vivo, fatto carne in mezzo a noi. Se ogni giorno facciamo un passetto avanti, ogni passetto sarà fonte di gioia vera. Questo il significato di “Convertitevi e credete al Vangelo”.

