La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.
13 giugno 2021, XI Domenica del Tempo Ordinario. – Anno B
“Il Regno di Dio… è come un granellino di senape…” (Mc 4, 26-34)
Gesù era ed è un poeta. Poeta della fede e della vita. Lui stesso è come un granellino. È come una “scintilla” che provocherà un “incendio”. Un “Incendio” sempre attivo e che si arricchisce nella storia di tante altre “scintille” o, se volete “lingue di fuoco”. Queste lingue di fuoco o scintille hanno il tuo nome, il mio nome e il nome di tanti e sparsi nel mondo intero. Anche di coloro che sembrano seguire cammini diversi, in culture e religioni diverse, con colori diversi, con orientamenti e scelte di vita diversi. Tutti però dobbiamo “vestire” l’abito bianco della correttezza e dell’onestà. Altrimenti il “granellino” non cresce e non porta frutto.
Frutti buoni li vediamo nelle beatitudini (Matteo 5) e nelle opere di misericordia che a Viterbo vediamo scolpite nel portale della Chiesetta della Salute, del 1300. Caravaggio ne ha fatto una opera d’arte nel 1606 (Napoli) e Pio X le ha riassunte nel Catechismo. Il Regno di Dio cresce così. Come un albero dove tutti possano trovare un luogo di vita e uno spazio di protezione e di frescura. Le opere di misericordia sono la porta di ingresso per partecipare al banchetto sognato da Dio e che deve essere il nostro sogno.
Il dipinto di Marisa Milan (La Speranza, 2011), che sarà anche la copertina del mio prossimo libro e regalo per voi, ci fa intuire a colori questo mistero. Perché è nella liturgia della Santa Messa che possiamo vivere e pregare questo mistero. Ma siamo invitati a cercare di capire e non solo a guardare. Di gente che “guarda” ma che “non vede” ce n’è anche troppa. Di semi inquinati e generatori di male ne abbondano e non solo fuori della Chiesa. Quando questa erbaccia verrà mandata al macero? E noi: io, tu… siamo semi che cercano di essere ‘buoni’? Siamo “scintille” di vita?
