Spezzare la Parola, pH Laura Ciulli

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.

 

 

 

13 novembre 2022, XXXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

“Mentre alcuni parlavano del tempio che era ornato di belle pietre, Gesù disse: verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra”

“Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate”

“Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno”

“Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita” (Lc, 21, 5-19)

Gesù, pH LauraCiulli
Quello che ascoltiamo oggi è il discorso di Gesù sulla fine dei tempi. Lo pronuncia davanti al tempio di Gerusalemme, ammirato dalla gente a motivo della sua imponenza e del suo splendore. Gesù profetizza che di tutta quella bellezza del tempio “non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta.”

La distruzione del tempio è figura del fine della storia.

La Chiesa dovrà passare tra guerre, carestie. persecuzioni, ma Gesù dice che i suoi figli non dovranno temere perché “nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto”.

Gesù ha uno sguardo realistico della storia, segnata da calamità e anche di violenze che feriscono la famiglia umana e la stessa comunità cristiana.

Ma Gesù aggiunge subito che t’atteggiamento che deve assumere il cristiano nel vivere questa storia è quello della speranza in Dio.

I discepoli di Gesù non possono restare schiavi di paure e di angosce. Sono chiamati ad abitare la storia con la certezza che ad accompagnare la loro azione di bene c’è sempre la provvida e rassicurante tenerezza del Signore. É lui che conduce la nostra esistenza e conosce il fine ultimo delle cose e degli eventi.

Il Signore ci chiama a collaborare alla costruzione della storia, diventando operatori di pace e testimoni della speranza in un futuro di salvezza e di resurrezione. La fede ci fa camminare con Gesù sulle strade a volte tortuose di questo mondo, nella certezza che la forza del suo spirito piegherà le forze del male, sottoponendole al potere dell’amore di Dio. L’amore è superiore, è più potente perché è Dio. Dio è amore.

A noi sono chieste due cose: un cambio di sguardo e un atto di fiducia. Un cambio di sguardo per mettere la nostra vita nella giusta prospettiva, per tendere a perseguire le cose che danno senso ad essa. Costruire una scala di valori fondata su ciò che non si corrompe, ma dà pienezza all’esistenza.

Dall’altra parte un atto di fiducia perseverante: riconoscere in Cristo l’unica via per attraversare la nostra vita, l’unico maestro capace di darci forza e sostegno nelle difficoltà.

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