La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana.
Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per
meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

In questo cammino per il resto dell’anno
liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.
15 agosto 2021, Assunzione della Beata Vergine Maria

“… una donna che sembrava vestita di sole…” (Ap. 12, 1)
Ma la ‘donna vestita di luce’ di cui parla l’Apocalisse nella prima lettura, non è
primariamente la Madonna. E non vi scandalizzate perché non lo dico io. Anche il Papa emerito nell’agosto 2006 lo ha gentilmente spiegato, e con finezza. La comunità cristiana
guidata da Giovanni l’Apostolo, sente che “questa donna” rappresenta il popolo di Dio.
Questo popolo genera il nuovo Cristo che deve arrivare, ma che è sempre in arrivo.
Sarà la Chiesa comunità di fede che dovrà “partorire” un universo degno di Dio. E dovrà faticare, lottare contro il nemico che sempre cercherà di uccidere il Regno di Dio, figlio
della Chiesa, comunità di fede nel suo maestro, il Cristo.
Il libro della Apocalisse (Io preferisco: libro della Rivelazione) è affascinante pur se nel suo linguaggiodetto appunto “apocalittico” e pieno di simboli tutti da decodificare e da imparare a leggere.

Il prof. Ugo Vanni è un maestro a riguardo e così il mio amico italo- canadese prof. Anthony Nusca suo allievo. Ma è anche affascinante questa lettura del popolo semplice di Dio che vede in questa “donna vestita di Luce” la Madonna, la madre del Salvatore. Ci deve essere una ragione spirituale in questo “sensus o consensus fidei”,
della fede. Se il popolo di Dio è chiamato a generare, vuol dire che è “madre” e allora quale migliore madre di quella che ha generato Gesù? Ed ecco che la pagina del Vangelo secondo Luca (1:39-56) si arricchisce di luce nuova. E il Magnificat potrebbe essere il
canto di gratitudine e di impegno della Chiesa intera, di tutti noi. Noi tutti siamo “parola” della Madonna. Lei la madre e la guida. E la Chiesa “madre e maestra”. Madre, perché dobbiamo generare una umanità nuova, il nuovo Cristo. Maestra, perché dobbiamo aiutare gli altri a capirlo, attraverso la nostra vita di testimoni. La fede quando capita, è affascinante.
