La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I. Oggi la liturgia non prevede la Messa, ma è lo stesso utile offrire un contributo di riflessione su questa particolare celebrazione.
15 aprile 2022, Venerdi santo, Passione del Signore – Anno C
“Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: donna, ecco il tuo figlio. Poi disse al discepolo: ecco tua madre” “Dopo questo, Gesù disse: È compiuto. E chinato il capo, consegnò lo spirito”. (Gv, 18, 1-19, 42)

Gesù capisce che quel gruppo di uomini che sta per lasciare nel mondo, ha bisogno ora, più di prima, del suo amore. Ha insegnato con le parole e con i gesti quale grande amore ha il Padre per loro. Ma ora compie un gesto inimmaginabile per tutti e rivela quanto sia unico questo un amore. Si inginocchia davanti ai suoi figli e si mette a lavare loro i piedi. Gesù è la vita del Padre e tutto l’amore del Padre è traboccante in lui. Gesù deve far vedere questo “roveto ardente”, proprio nel momento in cui sta per tornare al Padre. É la rivelazione che diviene il gesto di Dio, del chinarsi davanti ai figli per dire loro quanto siano importanti per Lui.
Quanto è povera la nostra mente quando si ferma a immaginare Dio, il Signore del mondo, come uno dei poveri nostri reggenti con potenti eserciti e con potenziale distruttivo per amministrare con la paura e con le prigioni. Oppure quando lo pensiamo come un intruso che vuole cambiare i nostri progetti di vita. E quante altre descrizioni di Dio ognuno potrebbe esprimere.
Chi lo vede chinato su ognuno di noi per dare alla nostra vita una pienezza di amore da scuotere anche i cuori più chiusi, si sente rinascere.
É questo il grande segreto che dobbiamo comprendere. Il nostro egoismo è talmente grande, la nostra chiusura mentale è così dura che non vogliamo accogliere questo grande dono che il Crocifisso ci offre per cambiare la nostra vita. Vogliamo la felicità a misura nostra, non vogliamo la felicità vera quella che ci viene dalla convivenza nella casa del Padre. Facciamo la parte del figlio che esige dal padre la fortuna che gli spetta e poi andiamo a perderci dietro la nostra piccineria mondana.
La vita è ascoltare Gesù che dice “se io ha lavato i piedi a voi, anche voi dovere lavare i piedi gli uni agli altri”. Il vero miracolo che Dio continuamente ci fa è il dono di tutto se stesso perché anche nel nostro cuore nasca lo slancio per guardare attorno a noi in modo nuovo. Il veder la nostra famiglia umana come i figli di Dio che devono essere amati e curati come fratelli e sorelle.
