La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.

 

 

 14 maggio 2022, Quinta domenica di Pasqua – Anno C

Spezzare la Parola, Chieda di Santa Sofia Roma

“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”. (Gv 13, 31-35))

Siamo all’ultima cena. Gesù ha appena terminato la lavanda dei piedi. Giuda è uscito per andare a portare a termine il suo tradimento. L’evangelista Giovanni ricorda queste grandi parole di Gesù dopo che ha visto quello che Gesù ha sofferto: la cattura, il giudizio, la flagellazione, l’incoronazione di spine, la crocifissione e morte. Poi la risurrezione. Giovanni ha capito perché Gesù ha detto: Amatevi come io vi ho amato.

Il mistero di queste parole: come io vi ho amato. Riflettiamo a questo incomprensibile Amore di Dio per noi suoi figli. E pensiamo al nostro atteggiamento ordinario verso i nostri fratelli. Come ci sentiamo lontani da questo amore. Abbiamo bisogno di fermarci a contemplare questo infinito amore del Padre per ciascuno di noi. È il silenzio del cuore che deve sostare su questo infinito.

Dobbiamo soprattutto imparare a guardare attorno a noi in una maniera nuova. Intuire questo calore misterioso che, come la nube che accompagnava l’esodo del popolo nel deserto, avvolge sempre la nostra vita. Sentire questo calore che accarezza tutta la nostra esistenza e cogliere nel prossimo la profondità della sor gente che ci accumuna nel Padre. Ogni vivente è un segno di eternità, un figlio amato dal Padre.

Quando celebriamo l’Eucarestia noi viviamo questo grande mistero che sconvolge la nostra esistenza. Gesù non solo ci perdona, ma entra anche nel nostro corpo perché tutto quello che facciamo diventi santo. Perché il nostro spirito si nutra sempre di più del calore che proviene dal suo dono e perché anche noi possiamo essere dono al prossimo con la nostra vita.

Sono convinzioni che abbiamo, ma quanta strada da fare per poter vivere nel quotidiano queste verità che il padre ci manifesta continuamente attraverso la presenza di Gesù risorto con noi.

Ricordiamoci che l’amore apre gli orizzonti del nostro cuore. È una fonte di sapienza divina che rimedia all’egoismo che insidia il nostro animo. Senza l’amore diventiamo tristi, pessimisti, disfattisti. Nulla che dia una spinta per costruire con la nostra esistenza la fraternità. Ascoltarci e conoscerci in una maniera nuova superando le barriere delle debolezze e dei pregiudizi. Il dinamismo della fraternità ha una sua grazia che dà frutti che noi non possiamo immaginare.

 

 

Condividi