La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.
Oggi non c’è liturgia, è il giorno del silenzio, ma è utile offrire un contributo di riflessione che aiuti a comprenderne il senso.
16 aprile 2022, Sabato santo – Anno C

È il giorno del silenzio, il giorno in cui non c’è liturgia. Di fronte ai drammi che colpiscono il mondo intero, il silenzio di Dio sembra proprio incomprensibile.
Con il suo lacerante grido sulla croce – Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato – Gesù fa suo il grido dell’umanità che si ribella al silenzio di Dio. Dio è lì, inchiodato in croce. Non c’è altro posto per lui. Dio non ci abbandona. Dio c’è. Dio, anche se misteriosamente, opera.
Sulla croce, su ogni croce Dio è lì. Dio non è muto davanti al dolore disumano dell’uomo, ma ci parla e ci dice: “Io, Gesù il figlio innocente di Dio e dell’uomo, io per primo ho sofferto, ho pianto , ho urlato il mio dolore , sono morto e nel mistero della mia croce sono riposti il segreto e il senso di ogni croce, di ogni grido di dolore , di ogni morte”.
Così Dio dà una risposta e la risposta sta proprio nell’esempio vivo di Gesù di Nazareth che fa suo il dolore dell’uomo, il dolore più ingiusto. Lo condivide totalmente per insegnare a tutti che la condivisione dell’amore vince il dolore e annienta la morte.
Io fiorisco sul sepolcro di Cristo che è morto per me, io affondo le mie radici nel terreno della sua carne e del suo sangue. (L. Mistò in Avvenire
Il silenzio del Sabato santo.
O Dio, noi ti ringraziamo per questo silenzio
Che precede la risurrezione.
Cristo, tu sei ora nel grembo della terra,
per confortare i nostri padri.
Se il seme non muore, non può dare frutti.
Concedimi, Signore, di morire con te,
per portare frutti abbondanti,
come il seme nella terra
che aspetta che nasca e cresca una nuova vita.
