Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Don Gianni Carparelli
Don Gianni Carparelli, foto Mariella Zadro

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.

16 maggio 2021, Ascensione del Signore – Anno B

Ascensione, Pinacoteca Vaticana

… fu elevato in cielo (Mc 16, 15-20)

Permettetemi di invitarvi a chiudere gli occhi e di immaginare un Gesù che viene assunto in cielo… immergiamoci nel “cosa voleva dire” questo racconto nell’animo dei discepoli che amavano raccontarsi questo evento così come, forse, si raccontavano le vicende del profeta Elia. E lo faccio introducendovi alla lettura di una poesia meravigliosa scritta da Clemente Rebora verso la fine della sua vita (1955-57) e pubblicata in “Curriculum vitae”, al ritrovamento dei manoscritti, nel 2001.

Mentre il creato ascende in Cristo al Padre,

nell’arcana sorte

tutto è doglia del parto:

quanto morir perché la vita nasca!

pur da una Madre sola, che è divina,

alla luce si vien felicemente:

vita che l’amore produce in pianto,

e, se anela, quaggiù è poesia;

ma santità soltanto compie il canto.

Il creato intero, e noi siamo “di e in questo creato”, veniamo innalzati e condotti verso un universo nuovo come attraverso un parto che si apre con il dolore (lettera ai Romani, 8), perché ogni nascita passa per strade di morte e sofferenza. È il seme che genera vita. Come se nascessimo da una madre, la madre di tutti noi e la vita nasce da questo mistero dove siamo tutti immersi. È un grande atto di amore, ma un amore che non può fare a meno del pianto. Sembra una poesia fatta di sospiri, ma alla fine incontriamo la grandezza di Dio e della sua santità. È il nostro canto, il canto della vita.

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