La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.
16 ottobre 2022, XXIX Domenica del Tempo Ordinario – Anno C
Una parabola sulla necessità di pregare sempre
“In una città viveva un giudice, che non temeva Dio, né aveva riguardo per alcuno”
“Fammi giustizia contro il mio avversario”
“Le farò giustizia perché non venga continuamente e a importunarmi” (Lc, 18, 1-8)
Gesù racconta questa parabola per invitarci a pregare sempre, senza stancarci.
La preghiera è pensare a Dio amandolo. É un dialogo di amore con il nostro Padre. Siamo figli e ci rivolgiamo al Padre per ringraziarlo e per sentire la sua presenza continua nel cammino della nostra vita. È un atto grande della nostra vita quello di pensare a Dio, datore di vita e provvidente.
Viene quindi spontaneo quando ci si trova in difficoltà rivolgerci a Dio Padre per chiedere il suo aiuto. Siamo figli e ci rivolgiamo al Padre per avere un aiuto. Il Padre ci ascolta sempre ma ci aiuta nella misura “giusta” per il nostro vero bene. Egli sa bene che la nostra richiesta può nascere da un egoismo che può essere dannoso ai nostri fratelli, oppure da una presunzione che ci rende schiavi degli altri. Dio non ci viene incontro come vogliamo noi, ma ci viene incontro in modo da favorire il nostro vero bene. Ecco perché spesso la nostra preghiera sembra inutile.
Altre volte non ci esaudisce subito perché Egli desidera che noi riflettiamo su quello che chiediamo. E così spesso ci accorgiamo che il vero motivo della preghiera è un nostro capriccio, oppure una emozione momentanea che ci porta fuori dalla strada vera. Allora la insistenza non accolta ci porta a ridimensionare la nostra mentalità e quindi a vedere l’inutilità della nostra domanda perché i valori della nostra vita non sono secondo l’ordine del Regno di Dio.
E comprendere questo è un essere ascoltati. Dio ci esaudisce sempre ma non come vogliamo noi, ma secondo il vero bene che il Padre conosce. Ma ci esaudisce sempre. La esperienza dei santi ci insegna questa grande verità, e la loro insistenza sulla necessità di pregare è un segno della efficacia di questo dialogo con Dio per la nostra vita.
Ricordiamo che il momento della preghiera è la pienezza del nostro essere umano. Sappiamo che il Padre è all’inizio della nostra vita ed è il fine della nostra esistenza. Nell’atto di pregare c’è una forma di perfezione umana che ci fa sperimentare una serenità e una pace che sono partecipazione della pienezza divina. Ritornare alla preghiera continua è metterci sempre sulla strada della verità e della vera vita.

