La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.
17 aprile 2022, Pasqua di Resurrezione – Anno C
“Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto”.
“Simon Pietro e l’altro discepolo, si recarono al sepolcro”
“Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette”
“Non avevano ancora compreso la Scritture, che egli doveva risuscitare dai morti”
(Gv 20, 1-9)

È un grande giorno questo della risurrezione di Gesù perché ci apre la mente all’eternità. Noi che non vogliamo morire, che desideriamo continuare ad essere persone libere in salute e creative, oggi abbiamo la certezza che queste nostre aspirazioni si realizzano.
Gli apostoli avevano sentito spesso Gesù che parlava di sofferenza, di morte e di resurrezione, ma avevano sempre ascoltato queste parole come ipotesi che non si sarebbero mai realizzare. Gesù era il Messia. Oggi comprendono tutto, oggi comprendono che Gesù è un uomo nuovo con una novità assoluta per tutta l’umanità. Le loro menti si aprono a una nuova comprensione della vita.
Hanno avuto tante manifestazioni di amore da parte di Gesù, in tante circostanze, ma oggi capiscono che l’amore di Gesù è amore eterno, presente per sempre. “Io sono con voi sempre, fino alla fine del mondo”.
Si tratta di un vivere nuovo, di un dinamismo interiore che nulla può fermare. É la vita di Dio che entra nella esistenza nostra per trasformarla e donarle una forza e un dinamismo divino. Tutto ciò che ci circonda cambia forma, diventa misteriosamente ricco di una ulteriore ricchezza, di una nuova bellezza. Tutto ci si presenta come un grande dono offertoci da un amore che vuole accompagnare la nostra esistenza quotidiana. Non siamo più soli, ma con noi c’è una presenza che illumina, che rafforza, che consola e che spinge a essere presenti con tutti con la gioia e con la spinta di Gesù.
La risurrezione ci fa capire cosa significa avere fede e quale grande dono sia la fede. Anche per noi sono vere le parole di Giovanni: non avevano ancora compreso la Scritture, che Egli doveva risuscitare dai morti.
Quando hanno capito gli apostoli sono diventati uomini nuovi. Quando noi entriamo nel mondo della fede diventiamo altre persone. Lo abbiamo sperimentato in certi momenti della vita.
Oggi la preghiera nostra è che questa fede cresca. È la grazia più grande che possiamo chiedere al Signore ed è la grazia che cambia totalmente la nostra vita. É la grazia della nostra Risurrezione
