Spezzare la Parola, pH Laura Ciulli

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Con la prima domenica di Avvento incomincia il nuovo anno liturgico (A) incentrato soprattutto sul Vangelo di Matteo.

Padre Ubaldo Terrinoni Ofm
Padre Ubaldo Terrinoni

Ci guiderà e accompagnerà in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione esprime gratitudine per questo ulteriore servizio.

18 dicembre 2022, IV Domenica di Avvento – Anno A

L’EMMANUELE: IL DIO CON NOI: Mt 1,18-24

Gesù Cristo pH Laura Ciulli

Gesù è l’Emmanuele il Dio-con-noi! Maria ha reso possibile questo strabiliante evento: cioè avere Gesù tra noi, come vero amico, come fratello, come guida sicura. In lei è avvenuto l’appuntamento dell’incontro del Redentore con l’umanità; per cui il Figlio di Maria è Dio e si fa uomo, e lei è madre e resta vergine. Grazie a lei, Gesù si inserisce nel flusso delle generazioni umane, rimanendo Figlio di Dio. E i Padri della Chiesa nel terzo Concilio ecumenico celebrato a Efeso (nell’anno 431) le hanno riconosciuto meritatamente il titolo di Theotòkos: “Madre di Dio”.

Però, per la concreta realizzazione di questo mirabile evento, ha la sua parte anche Giuseppe, lo sposo di Maria, con il suo breve e intenso dramma interiore. Probabilmente sarà stato messo a conoscenza dell’eccezionale concepimento da una presumibile confidenza della sua sposa. Egli, quale “figlio di David” è stato scelto per esercitare il diritto di padre legale sul “Figlio di Dio” che nascerà da Maria. In tal modo, Giuseppe garantirà al Bambino che nascerà, la discendenza davidica, come aveva promesso a David una celeste rivelazione   tramite il profeta Natan (2Sam 7,14-16).

Giuseppe trovandosi alle prese con l’indiscussa santità di Maria e con un miracolo della Potenza divina che infinitamente lo trascende avrebbe voluto farsi da parte con umile modestia e discrezione. Ma interviene prontamente il Signore con il rassicurante messaggio dell’angelo, invitandolo ad assumersi e a svolgere il ruolo che gli è stato richiesto per il compimento del piano divino. Giustamente sottolinea il padre Ortensio da Spinetoli che “la parte e la missione che il “figlio di David” deve svolgere nel disegno divino non è il frutto di una libera iniziativa umana, ma il risultato di una decisione venuta dall’Alto”.

Così, lo sposo di Maria messo di fronte a una esplicita volontà di Dio emerge come l’uomo giusto (Mt 1,19) nel senso comune del termine, in quanto non contravviene a nessun comma della legge. Di fronte a una esplicita volontà del Signore, egli china il capo e obbedisce celebrando la cerimonia nuziale con Maria. Ed entra così in una economia superiore che donerà al popolo di Dio il Messia, che già nel nome stesso sarà indicata la sua missione: Si chiamerà “Gesù” che vuol dire “Dio salva!”. Dio salva, Dio libera dal peccato, dal male e dal nemico mortale: Satana!

Il popolo di Dio, in primis, beneficerà di questa salvezza, ma successivamente il campo missionario si dilaterà all’infinito per comprendere come destinatari tutti i popoli della terra. Infatti, la conferma si ha dallo stesso   Vangelo di Matteo con l’invio degli apostoli “a tutte le genti” e con la promessa che Gesù l’Emmanuele, il “Dio con noi”, resterà con il suo popolo “tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Tuttavia per conseguire questa salvezza, ognuno di noi liberamente deve mettere la propria vita a disposizione della grazia perché sia trasformata a immagine di quella di Gesù.

Condividi