La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.
Domenica 2 gennaio 2022, Seconda domenica dopo Natale
“In principio era il Verbo”
“Il Verbo si è fatto carne”
“A quelli che l’hanno accolto ha dato il potere di diventare Figli di Dio”
(Gv 1, 1-18)

Questa sublime pagina dell’evangelista Giovanni, già proclamata nella Messa del giorno a Natale, descrive la storia del Figlio di Dio che dalla luce divina penetra nelle tenebre del male e del peccato. Il suo viaggio verso l’umanità non è facile. Egli incontra ostilità, vede anche che alcune porte restano sbarrate, sente l’amarezza del rifiuto.
Però il disegno di Dio è chiaro. È talmente grande il bene che Dio vuole ai suoi figli, che nessun ostacolo può fermare il suo amore. Pensiamo a come siamo fatti noi, al nostro desiderio di infinito, mai sazio con le cose umane. Solo la presenza di un infinito può risolvere l’esistenza umana. Noi siamo persone incomplete. La completezza avviene quando qualcosa che sa d’infinito riesce a realizzarla. Questa è la natura dell’uomo. Solo la presenza di Gesù, il Dio con noi, può dare la pienezza alla nostra esistenza.
Accogliere Gesù e vivere con lui per poter diventare Figli di Dio: ecco il dono incomprensibile di Dio Padre che invia il suo Figlio perché noi impariamo a diventare Figli di Dio. Da Lui possiamo imparare a chiamare Dio con il nome di Padre e con lui possiamo collaborare al gran disegno del suo cuore misericordioso, creare quel Regno di Dio, quella famiglia umana che è il Padre con tutti i suoi figli, la famiglia umana accolta attorno all’Agnello, in comunione con il Figlio.
L’incarnazione è la presenza di Gesù nella nostra vita quotidiana. Nel percorso quotidiano non siamo mai soli. È come se una forza nuova mettesse una vitalità nuova in tutto quello che facciamo. Così la nostra esistenza à portata ad assumere uno sguardo nuovo, più aperto a tutto ciò che accade. É un crescere nell’ottica di Cristo.
Impariamo a cogliere nel prossimo la scintilla divina dei Figli di Dio. C’è una somiglianza misteriosa che nella fede ci trasmette la grazia divina, l’affettività della famiglia di Dio. Ogni cosa si veste di un aspetto nuovo. Ricordo l’espressione di Einstein: ci sono due modi di vivere la vita. Uno è vivere come se nulla fosse miracolo. L’altro è vivere come se tutto fosse miracolo.
