Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Don Gianni Carparelli
Don Gianni Carparelli, foto Mariella Zadro

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.

2 maggio 2021, V Domenica di Pasqua – Anno B

… chi rimane in me ed Io in lui…

L’autore della Lettera agli Ebrei, tradizionalmente considerato San Paolo ma con una tradizione non data per certo dalle autorità ecclesiali scrive: “Tu non hai voluto né sacrifici né offerta. Un corpo invece mi hai preparato… allora ho detto: ecco vengo per fare o Dio la tua volontà” (Eb 10: 5-10). E nella lettera di San Paolo ai Romani si legge: “Vi esorto fratelli per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo, gradito a Dio, come vostro culto spirituale…” (Rm 12: 1-2). Quando cerchiamo di capire la parola del mistero di Dio e della nostra fede in Dio dobbiamo immergerci in “tutta la parola”, non solo quella “scritta” dietro l’ispirazione della fede, ma anche quella “scritta” nella natura, nella vita, nella sofferenza e nei successi umani, quello che ci insegnano gli scrittori sacri, la vita delle comunità e dei santi, come le riflessioni dei padri della Chiesa e dei pastori.

Non sono altro che tentativi meravigliosi di cercare di CAPIRE e cercare di VIVERE come il Signore viveva e sarebbe vissuto se fosse seduto alla nostra tavola. Ma Lui è in mezzo a noi quando noi lo rendiamo presente. Se restiamo uniti a lui come tralci alla vite, porteremo frutto. E il frutto è questa presenza eterna di un “uomo-Dio” e di una vita “umano-divina” che non riusciremo forse mai a rendere veramente presente.

Un adagio ebraico diceva: il messia non è venuto, non sta venendo e non verrà; però bisogna andargli incontro. O: il messia dovrebbe arrivare subito dopo essere arrivato. Se capiamo bene forse riusciamo a capire: il regno di Dio è sempre dietro la porta, ma non lo vediamo. Lo speriamo, lo costruiamo… ma è sempre “av-venire”. E questo perché forse noi, io e anche voi, non riusciamo a essere il corpo di Cristo. Siamo sempre frammenti fragili di un Corpo che è sempre in costruzione. Se cerco però, nella mia fragilità, di alimentarmi alla sua linfa come tralcio abbracciato alla vite, faccio allora parte di una storia Av-Venire.

Condividi