La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.

 

20 marzo 2022, III Domenica di Quaresima – Anno C

Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”

“Sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo”

“Padrone, lascialo ancora quest’anno”

(Lc 13, 1-9)

Gesù

In questo brano del Vangelo Gesù ci parla della misericordia di Dio e della necessità della conversione.

Rispondendo a chi gli riferiva della strage operata da Pilato a danno di alcuni galilei e citando egli stesso l’episodio del crollo della torre di Siloe che aveva causato la morte di 18 persone, Gesù spiega che Dio non punisce l‘uomo per le sue colpe.  La misericordia di Dio va oltre il concetto retributivo della giustizia, che dà a ciascuno i meriti o punisce per le colpe. Dio ci ama e vuole il nostro bene e la nostra felicità, che coincidono con la conversione del nostro cuore.

Con la parabola del fico sterile che cosa ci vuole dire Luca?

Papa Francesco dice che il fico che il padrone della parabola vuole estirpare rappresenta una esistenza sterile, incapace di donare, incapace di fare del bene. É simbolo di colui che vive per se stesso, sazio e tranquillo, adagiato nelle proprie comodità, incapace di volgere lo sguardo e il cuore a quanti sono accanto a lui e si trovano in condizione di sofferenza, di povertà, di disagio.

A questo atteggiamento di egoismo si contrappone il grande amore del vignaiolo nei confronti del fico: fa aspettare il padrone, ha pazienza, gli dedica il suo tempo e il suo lavoro. Promette al padrone di prendersi particolare cura di quell’albero che non produce frutti.

Nonostante la sterilità che a volte segna la nostra esistenza, Dio ha pazienza e ci offre la possibilità di cambiare e di fare progressi sulla strada del bene.

Nel tempo di quaresima, il Signore ci invita alla conversione. Ognuno di noi deve sentirsi interpellato da questa chiamata, correggendo qualcosa nella propria vita, nel modo di pensare, di agire e di vivere. Dio è Padre e non spegne la debole fiamma, ma accompagna con cura chi è debole perché si rafforzi e porti il suo  contributo di amore alla comunità.

Foto tratta dal web

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