La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Don Gianni Carparelli
Don Gianni Carparelli, foto Mariella Zadro

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.

21 febbraio 2021, Domenica I di quaresima – Anno B 

Gesù nel deserto… e il Regno di Dio è vicino… (Mc 1, 12-15)

Gesù nel deserto

Questo Gesù, per noi: Volto di Dio, ci obbliga a seguirlo nel suo tragitto spirituale perché è solo così che possiamo arrivare a capire il mistero di Dio. “Il regno di Dio è vicino…” ci dice. Entriamo anche noi nel deserto del silenzio e della contemplazione, per “ascoltare” questa voce che ci viene sussurrata da ogni spiraglio della nostra vita. E vorrei anzitutto mettermi in ascolto di quello che ci circonda. Ma non li sentite i venti gelati che ci arrivano da ogni dove? Siamo come immersi in un pantano di fango che rischia di rendere difficile vedere che c’è una luce che vorrebbe guidarci.

In altri tempi e altre condizioni storiche i figli e figlie di Dio hanno affrontato questa oscurità. Mi rifaccio al profeta Geremia che guiderà queste mie semplici riflessioni quaresimali. Siamo più o meno nel VII-VI secolo prima dell’epoca che noi amiamo chiamare: avanti Cristo. Il popolo fa l’esperienza della deportazione in Babilonia. Tutto sembrava crollare, compresa la fede in un Dio che ama il suo popolo. La gente si sente sbandata, abbandonata, violentata… mentre altri fanno i signori, approfittano della situazione per accumulare, si vendono agli usurpatori per trarne benefici. La gente semplice e buona soffre in silenzio e cerca di non perdere la fiducia.

E noi… si, noi, non stiamo facendo l’esperienza dolorosa di vivere una grande Babilonia? Confusione, dubbi, a volte paura, soffocati da parole e parole, decisioni e contro decisioni fatte sulla nostra pelle. Chi ha approfitta per aumentare il loro potere e chi non ha cerca di sopravvivere pur continuando a sperare. Non mancano coloro che si disperano e soffrono senza riuscire a dare un nome alla propria sofferenza. E questo Gesù nel deserto, in silenzio e sofferente, che ha il coraggio di dirci: “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino… convertitevi e credete nel Vangelo”.

Ma quale “Dio”, che nessuno ha mai visto, né mai vedremo? Quale “Vangelo” se quando Gesù era nel deserto non era ancora stato scritto? Geremia nella sua intuizione spirituale che valica i tempi e la storia e vede lontano ci dice: chi tutela la causa del povero…questo è conoscere Dio. Gesù diventa il volto di questo amore e misericordia. Il Regno di Dio si avvicina quando noi pavimentiamo i sentieri con la carità e la misericordia. Papa Francesco sta riportando al centro del cammino cristiano quello che la storia della fede e il sacrificio di Gesù hanno da sempre presentato. Anche se noi non sempre abbiamo ascoltato e non è ancora entrato nella vita, mai sono mancati nella Chiesa esempi di fede cristiana vera e autentica. Tanti ce ne sono e sparsi per il mondo.

Ma c’è anche chi fa orecchi da mercante. Troppi credono che progresso e cammini della società siano da leggere nella crescita del PIL e tutto quello che ha a che fare con gli indici numerici e le percentuali. Io non ho risposte né proposte. Ma “loro” le hanno? Ho solo una riflessione da meditare. E magari iniziare da casa mia e con coloro che soffrono gli stessi dubbi con uno stile di vita più semplice e più attento a chi fa fatica e si sente come abbandonato nel deserto. Perché il “Regno di Dio” è vicino, ma io debbo preparare le strade.

Foto tratta dal web

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