Spezzare la Parola Laura Ciulli

Domenica 23 giugno 2024, XII domenica Tempo ordinario (Anno B) 

LA TEMPESTA Mc 4, 35-41

Padre Ubaldo Terrinoni

In quel giorno, verso sera, disse Gesù ai suoi discepoli: “Passiamo all’altra riva”. E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.

Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: “Maestro, non t’importa che moriamo?”.

Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”. Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”.

E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: “Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?

Gesù con i Dodici si trova sulla sponda occidentale del lago, presso Cafarnao, ordina ai suoi di trasferirsi sulla riva orientale. Ha vissuto una giornata faticosa con le folle, e verso sera si sistema sulla barca e dorme. É l’unica volta che il Maestro viene presentato nel riposo del sonno; si concede un po’ di tregua su un improvvisato cuscino e fa un placido profondo sonno. La singolarità di questo lago è che si trova a 212 metri sotto il livello del mar Mediterraneo; è lungo 21 km e largo 11 km e con una profondità di appena 45 metri.

Quella sera c’era in agguato una di quelle tempeste improvvise e furiose che costituiscono la singolarità di questo lago. I venti freddi che si incanalano dal Nord sfiorano il monte Hermon innevato e si abbattono sul lago e scatenano volente burrasche sollevando onde corte e incalzanti. Anche oggi i pescatori, nonostante le moderne tecniche, non si avventurano a prendere il largo per la pesca quando c’è minaccia di tempesta.

I discepoli, essendo uomini di mare, si rendono subito conto che la situazione è grave; hanno perduto il controllo della barca; le onde si infrangono sulla sponda della barca e la inondano. Si vedono perduti! Svegliano Gesù con un accento di rimprovero: “Maestro non t’importa che periamo?”. In realtà il momento è drammatico! I discepoli rimproverano il Maestro per la sua assenza al dramma che li ha investiti. Egli allora si alza in tutta la sua maestà nel mezzo della barca sballottata dalle onde, dà un ordine e immediatamente il lago si placa. Ma ribalta il rimprovero e denuncia l’assenza di fede in loro: “Perché siete paurosi? Non avete ancora fede?”.

La lezione per noi! – La fede in Gesù non mette al riparo dalle tempeste, ma rende tranquilli, forti e sereni anche in mezzo all’infuriare di qualunque tempesta. “Avere il Maestro sulla nostra barca – riflette Pronzato – significa che tutto andrà per il meglio, nonostante la tempesta; significa essere convinti che tutto sta andando per il meglio in mezzo alla tempesta”. É’ possibile precisare la qualità di fede richiesta qui? Non è la fede del semplice credere in qualcosa, ma è la fede matura che sa mantenere tranquilli anche alle prese con duri momenti da vivere e sa far rimanere sereni anche in mezzo a situazioni drammatiche.

La fede matura non presume di imporre al Signore il momento e il modo di intervenire nelle tempeste della vita e non pretende piegare il Signore ai propri schemi, alle proprie esigenze, ai propri comportamenti e punti di vista personali. Si tratta invece di imparare l’esercizio dell’abbandono fiducioso in Dio che veglia sempre, anche quando dà l’impressione che dorma. Si tratta di non confondere il silenzio con l’assenza del Signore, di non interpretare la violenza dei flutti come sicura sconfitta.

La fede matura è più grande delle tempeste della vita, è più grande della barca che minaccia di affondare; è più grande della paura, più grande della morte, più grande di tutto! La paura fa esplodere in invocazioni, in domande irritate, in perché rabbiosi. La fede invece fa vivere l’abbandono in Dio; dà la certezza che egli è con noi sulla barca, e siamo al sicuro con lui.

Nota della Direzione

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore sia indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Anche in questo anno liturgico (B) incentrato soprattutto sul Vangelo di Marco, ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione rinnova la gratitudine per questo servizio.

Foto tratta dal web

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