Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Don Gianni Carparelli
Don Gianni Carparelli, foto Mariella Zadro

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.

23 maggio 2021, Domenica di Pentecoste – Anno B

 

… lo spirito della verità vi guiderà a tutta la verità… (Giovanni 15, 16)

“… perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future…”. Per capire un po’ meglio la Pentecoste e il dono dello Spirito Santo che dà inizio ai cammini della Chiesa, non possiamo non buttarci dentro il discorso che Giovanni colloca verso la fine del suo vangelo e che certamente meditava insieme ai suoi discepoli e alle comunità che lui guidava. I capitoli 12-17 fino al 18 con la narrazione dell’arresto del Signore, sono di una ricchezza tutta da approfondire. In forma colloquiale e forse omiletica, perché probabilmente era quello che diceva durante le celebrazioni liturgiche in memoria dell’ultima cena, Giovanni ci rivela il suo personale cammino spirituale alla ricerca del messaggio vero del Signore che lui amava e dal quale era amato come discepolo prediletto.

Entrando e navigando dentro quelle acque piene di “spirito” possiamo intravedere i semi di una fede e vita di fede che ci viene offerta come lievito che dia vita all’universo, sale che dia sapore, luce che illumini. Ripeto: la fede e la religione che la sostiene non sono, come qualcuno sospetta (e non sempre a torto) un tranquillante da ingoiare per non sentire i problemi della vita, non sono oppio o morfina che addormentino la fatica per sopportare senza “ribellarsi” le ingiustizie e le prepotenze. Ma neppure è un invito alla ribellione violenta che perpetui la violenza degli oppressori.

Gesù ci offre un’altra strada, difficile. Lottare per cambiare il mondo vecchio in un mondo nuovo. Lui ha accettato la strada del calvario. Ma non si è mai piegato davanti alle ingiustizie, ai soprusi contro i deboli, alle emarginazioni dei sofferenti. E ne ha pagato le conseguenze diventando seme e luce. E noi, e io? Non lo so. Ma vedo in giro per il mondo che il sacrificio di chi vive il Vangelo porta frutti di vita. Con le guerre cambiano i confini e le bandiere. Con la violenza cambiano le poltrone e i poteri imposti. Con il sangue si dà spazio ad altro sangue. Mi permetto di ricordare a me e se volete anche a voi: riscopriamo la ricchezza della celebrazione liturgica e facciamola diventare cammino di vita di fede. Permettiamo a quello che ci dice (è lo Spirito) di trasformarsi in quello che facciamo: Glorifichiamo il Signore con la nostra vita!

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