Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.

 

 

 

24 aprile 2022, Seconda domenica di Pasqua della Divina Misericordia– Anno C

SECONDA DOMENICA DI PASQUA  della Divina Misericordia.

Dal Vangelo secondo Giovanni, 20,19-31

“Gesù stette in mezzo e disse : pace a voi!”

“I discepoli gioirono al vedere il Signore”

“Disse loro: ricevete lo Spirito Santo” (Gv 20, 19-31)

Divina misericordia, 24 aprile 2022, Seconda domenica di Pasqua della Divina Misericordia– Anno C
Il racconto dell’Evangelista Giovanni vuole farci capire che quando noi ci raduniamo in assemblea per l’Eucarestia, Gesù è presente e la sua presenza ci riempie di pace e della sua gioia. La gioia di sentirci nella amicizia migliore che esista. La fede nella sua presenza ci riempie della gioia del suo amore e della consanguineità con la sua vita. Stare con Gesù anche noi, come gli apostoli, come Maria, come fratelli e sorelle che in Gesù trovano l’unico vero bene.

Con questa fede entra nel nostro animo lo Spirito di Gesù, lo Spirito santo. L’anima è trasformata e sente quell’invito ad aprire il cuore al prossimo come avveniva nella vita di Gesù.

Si scopre che la vita è una missione, è un incontrare le persone con uno spirito di accoglienza e di fraternità. Si supera quell’indifferenza, quel torpore che addormenta la crescita del nostro spirito. Usciamo dalla chiusura in noi stessi, da quella paura che mette sempre ognuno di noi al primo posto e che ci fa dire come l’apostolo Tommaso: se non vedo… se non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo.

Ecco la grande misericordia di Gesù che ritorna nella nostra vita e si fa vedere e toccare. Potessimo anche noi esclamare come Tommaso: Mio Signore e Mio Dio: Un grande atto di fede che ci strappa dal nostro orgoglio, dal nostro egoismo e ci dispone a vivere tutta la nostra esistenza con Lui. Perché questa è la vera fede, scoprire la sapienza divina che diventa l’amicizia costante della nostra vita quotidiana. Noi siamo mai soli. Siamo sempre con Gesù e con la sua presenza tutto si affronta con un animo nuovo.

Facciamo nostra la beatitudine di Gesù “Beati quelli che non hanno visto  e hanno creduto”. É’ questo il cammino della nostra fede. Non dobbiamo mai stancarci di ricominciare. É’ questo il grande mistero della infinita misericordia di Gesù, della sua pazienza senza limiti. Gesù vuole la nostra felicità. Non vuole figli sofferenti e paurosi. Vuole figli ben realizzati nella vita e che lo seguano nel cammino tra la gente con un animo aperto che vuole salvare, che vuole rendere migliori tutti coloro che la Provvidenza ci fa incontrare.

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