Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.

 

 

 

24 luglio 2022, XVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Signore, insegnaci a pregare.

“Quando pregate dite: Padre…”

“Chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto”(Lc, 11, 1-13)

24 luglio 2022, XVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C Laura Ciulli

I discepoli di Gesù hanno già un modo di pregare. La religiosità ebraica aveva tutti i salmi per  i vari momenti della vita. Ma i discepoli si accorgono che Gesù ha un modo diverso di pregare. Lo hanno visto raccogliersi in preghiera, in solitudine, in vari momenti della vita. E sono desiderosi di capire che cosa ha di particolare la preghiera di Gesù. Ed ecco la domanda.

Gesù insegna loro che la preghiera è il dialogo di un figlio con il Padre. L’inizio del dialogo è prima di tutto un sentire Dio come Padre presente sempre nella nostra vita come una atmosfera che ci avvolge e ci muove. Rendersi conto che la realtà che ci circonda e in cui siamo inseriti esiste perché un grande Amore ce l’ha donata. Non siamo noi i creatori del mondo in cui viviamo, esistiamo e ci muoviamo. Ecco la presenza del Padre che ci apre ogni giorno la sua grande casa con tutte le novità quotidiane e con le sue sorprese. E in questo mondo manifesta sempre il suo amore attraverso i fratelli e sorelle da cui siamo circondati.

Quando entriamo con il nostro spirito in questo mondo ci viene spontaneo dire “Padre nostro, grazie per questo mistero di amore con cui sei sempre presente nella nostra vita”. E viene spontaneo dire al Padre che continui ad essere costruttore di questo grande mondo umano che gli sta a cuore: la famiglia dei figli di Dio. Diciamo “venga il tuo regno”. É la grazia più grande che esista. Lo preghiamo perché si realizzi la comunione degli uomini con il Padre, perché si realizzi la famiglia divina.

Noi siamo soliti a pregare mettendo il nostro “io” al primo posto. Chiediamo grazie per le necessità e gli aiuti che favoriscono noi stessi. Gesù insegna e mettere prima gli altri. Il suo sguardo d’amore ha presente tutta la famiglia dei figli dove ci sono tante persone che hanno bisogno del sostegno dello spirito più di noi stessi. Non dobbiamo quindi meravigliarci se le preghiere che facciamo per noi non ottengono quello che noi vogliamo. Il Padre ci ascolta sempre, ma ci viene incontro con l’aiuto che è più giusto per il nostro vero bene. Ci esaudisce sempre. ma con il dono più adatto alle vere nostre necessità.

Ecco perché Gesù ci dice di chiedere, di bussare, di insistere nella preghiera. L’insistenza di stare con il Padre ci fa capire che quanto stiamo per chiedere non è secondo il nostro vero bene, ci fa capire che dobbiamo allargare il nostro cuore per metterci in preghiera con i nostri fratelli e sorelle, soprattutto con coloro che hanno veramente bisogno di sentire l’aiuto divino. Quando allarghiamo il cuore ai fratelli allora la nostra preghiera diventa apportatrice di serenità e di pace anche nel nostro cuore e ci porta ad una vita evangelica, in cui gli altri diventano più importanti di noi.

È questa la grazia che riceviamo sempre quando vogliamo pregare come Gesù desidera.

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