La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.
27 giugno 2021, XIII Domenica del Tempo Ordinario. – Anno B
“… Talità Kum… fanciulla alzati…” (Mc 5, 21)
… e Gesù stava camminando nelle nostre strade. Tanti giovani e giovanissimi bivaccando con il cellulare in mano, magari scambiandosi messaggi tra di loro a distanza di un metro… per rispettare forse, ma noiosamente e scocciati, le regole della pandemia…. (guardate che sto esagerando per mettere a fuoco qualcosa che non sto inventando!). Giovani che prendono in giro e a volte aggressivamente chi ai loro occhi appare “diverso”. Giovani che ballano e sballano inebriati non raramente da sostanze. Giovani che maneggiano con destrezza i nuovi gadget elettronici, ma non sanno dire né buongiorno né buonasera o per piacere, grazie, scusa… (ripeto: esagero per arrivare al punto). Giovani che si lamentano dei problemi che li aspettano e che secondo loro sarebbe colpa dei vecchi, senza rendersi forse conto che finora i problemi sono stati loro risolti da altri, cioè i loro vecchi. Giovani che cantano canzoni vuote, vagamente irriverenti e contro tutti e tutto…
Poi c’è il rovescio della medaglia, di giovani che non bivaccano in attesa del piatto pronto, ma che si danno da fare. Questo però in genere non fa tanta notizia. Ma ci sono e dovunque. Li ho visti in Sud Africa e Uganda, in Corea del Sud, a Quito in Ecuador, nei progetti in Brasile, a Kolkata (Calcutta) in India nelle case di Madre Teresa. Sono come semi buoni che permettono di non perdere la speranza. Ci sono però, e esagero di nuovo, tanti che sono vivi ma sembrano morti. Camminano sulle spalle degli altri. Gesù li guarda, con affetto profondo come di chi capisce su quali strade si sono trovati a barcollare. Li ama, anche se l’amore non è ricambiato. Per ora. E sussurra loro: “Alzati e cammina”. Domanda pastorale: chi di noi o tra noi sarebbe capace di fermarsi, osservare con simpatia e dire: Alzatevi. È ora di pulire la casa del mondo dove abitiamo e dove abiteranno i vostri/nostri figli e figlie. A noi tutti il compito di dare loro da mangiare un cibo sano e buono. Non un piatto di algoritmi e di sogni elettronici. È possibile non morire e anche risorgere.

