La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.
29 maggio 2022, Ascensione del Signore – Anno C
“Nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati”
“Ecco io mando su di voi Colui che il padre mio ha promesso”
“Mentre li benediceva, si stacco da loro e veniva portato su” (Lc 24, 46-53)

Il racconto dell’ascensione rivela che l’andare di Gesù in cielo è un nuovo “rimanere”. Alzare lo sguardo al Cielo ha il significato di incontrare sempre la presenza della nostra umanità rinnovata dalla presenza di Gesù. Non siamo mai soli. Come il cielo non ci lascia mai così anche noi non dobbiamo mai dar seguito ai sentimenti di solitudine, di scoraggiamento e di abbandono a noi stessi. Nella vita dobbiamo sempre “sentirci in due”.
Ecco il senso delle parole di Gesù che dice “mando su di voi lo Spirito Santo”. Guardare il cielo acquista un significato nuovo, quello di una persona che ci ama fino a non abbandonarci mai, fino a dare ogni giorno se stesso perché possiamo camminare nella gioia e nella certezza di poter costruire sempre qualcosa di divino.
La nostra testimonianza diventa quindi una missione che invita alla conversione e al perdono.
É un invito a cambiare il proprio cuore e non vivere più in maniera rassegnata o banale, ma mettere in tutto quello che facciamo uno stile nuovo. Ogni atto umano ha una risonanza presso le persone che incontriamo sia nel bene come nel male.
Ma è anche un esercizio continuo di perdono. Vivere con gli altri è sperimentare dentro reazioni continue. Ecco che il perdono deve prendere il sopravvento sull’indifferenza e su quel senso di superiorità che accompagna sempre in modo sotterraneo il nostro vivere con gli altri. Perdonare è dare ad ognuno quella dignità che il Padre del cielo dona a tutti i suoi figli.
Quanto è difficile vivere questo perdono!
Ma la presenza tra noi del Signore risorto continua ad aprire il nostro cuore con la sua grazia e con i suoi doni. I discepoli ritornano a Gerusalemme con grande gioia e lodando Dio perché vedono completa l’opera di salvezza del messia. I discepoli stanno insieme e pregano. Il segreto della nostra vita è quella di avere un cuore che sente di stare insieme con tutti e di elevare l’animo al Padre per lodarlo, amarlo e ringraziarlo per il dono di essere sempre con noi.
