La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta
e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia
domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

In questo cammino per il resto dell’anno
liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.
31 ottobre 2021, XXXI Domenica del Tempo Ordinario. – Anno B
“… qual è il primo di tutti i comandamenti…” (Mc 12, 28-36)

Ogni tanto esce un libro dove qualcuno (di solito importante) cerca di spiegare i dieci
Comandamenti. Mi sono detto: e perché non chiediamo invece a qualcuno che non riesce
a rispettarli? Chiediamo: cosa è successo? Cosa cerchi di fare? Cosa possiamo imparare
dalla tua esperienza? O, magari, dalla nostra. Perché, diciamocelo con sincerità dentro di noi, io, tu i comandamenti li abbiamo rispettati sempre? Tutti?
Andiamo a leggerli, nelle sue due tradizioni: dal libro dell’Esodo, 20 e dal Deuteronomio, 5.
Suggeriscono un cammino etico meraviglioso. Certamente vanno capiti e non solo nella
loro formulazione che forse sappiamo a memoria. E per capirli dovremmo andare alla radice da dove sono nati. Marco ce lo dice nel brano evangelico di questa domenica, dove
Gesù e il maestro della legge che lo aveva interrogato, concordano che ogni legge, tutte le leggi trovano il loro fondamento nell’amore per Dio e per il prossimo. L’uno non si sorregge
senza la presenza dell’altro. Le 613 Mitzvòt del popolo ebraico (plurale di mitzvah, ovvero i precetti della Torà che ogni ebreo deve seguire nel suo percorso di avvicinamento al divino) si riassumono nei due precetti che leggiamo in Marco e che insieme costituiscono il primo di tutti i comandamenti. Proviamo a capire. Di fronte a qualsiasi scelta nella nostra
vita, domandiamoci: ma questo mio comportamento, giudizio, parola, opinione, il Dio nel quale dico di credere, lo farebbe? Sarei contento se gli altri si comportassero nei miei riguardi come sto io comportandomi con loro?
Domandiamocelo e cerchiamo di essere coerenti, non solo “parlatori” della fede.
