Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per
meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto C.S.I.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.
5 dicembre 2021, II Domenica d’Avvento – Anno C
“Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era
governatore della Galilea…la parola di Dio venne su Giovanni, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano. Predicando…Preparate la via del Signore. Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato…Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio” (Luca 3, 1-6)
L’evangelista Luca sta per presentare la missione del più grande uomo che sia esistito e lo fa con il richiamo dei grandi del suo tempo. Ma vuole subito farci capire qual è la vera grandezza di Gesù il
salvatore dell’umanità.
Ecco il passaggio al giovane profeta Giovanni, un po’ selvatico, che vive nel deserto, non nei grandi palazzi. Annuncia di preparare l’accoglienza di colui che porterà la liberazione del popolo, il Messia. Già si intravede il modo di agire di Dio che va a cercare gli ultimi, quelli ai quali nessuno
pensa, nei luoghi più remoti della terra.
Le parole che il profeta pronuncia ad alta voce riguardano il programma storico del Messia. Non progetti di dominio, di potere, di grandezze affascinanti, ma la strada della vera la felicità
dell’uomo.

Il nuovo profeta vede il mondo interiore della vita umana, la mappa delle sue ferite e vuole guarirle. Questa è la novità del Messia: è nell’interiorità dell’uomo che avviene la redenzione.
La nostra interiorità così mutevole, fatta di alti e bassi dove si annidano bontà e cattiveria, egoismo e prepotenza, ha bisogno di trovare una strada, un piano su cui costruire e su cui camminare. E
Giovanni profetizza che l burroni che saranno appianati, i monti e le colline abbassati, le vie contorte rese piane.
Noi abbiamo una vita interiore disordinata perché ci lasciamo coinvolgere nella mutevolezza dei
sensi. Gesù il Salvatore vuole riportarci alla familiarità divina, alla vita di grazia. Viene tra noi, perché accanto a Lui apprendiamo la vita nuova, quella di figli che gradualmente possono entrare
nella vita di famiglia di Dio Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. Vuole portarci ad una dignità regale, ad una forma di esistenza che senta il calore dell’intimità divina e che sappia contagiarla anche al prossimo.

Diceva Pascal che bisogna lavorare a “ben pensare”. Con Gesù. Ecco la nuova strada che Gesù ci vuole indicare. Accogliamo le parole di Giovanni, alziamo lo sguardo al cielo e apriamo il cuore per accoglier con gioia il Figlio di Dio che vuole essere il Dio con noi.

Presepe , Avvento

Condividi