Spezzare la Parola, pH Laura Ciulli

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. In questo anno liturgico (A) incentrato soprattutto sul Vangelo di Matteo,

Padre Ubaldo Terrinoni Ofm
Padre Ubaldo Terrinoni

ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp, da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione esprime gratitudine per questo ulteriore servizio.

 

5 febbraio 2023, V domenica per annum – Anno A

“SALE E LUCE DEL MONDO” Mt 5, 13-16”

Gesù, pH Laura Ciulli

In questo testo giunge improvviso e inatteso il cambiamento dei destinatari dei messaggi del Maestro: nella pagina delle beatitudini egli si rivolge a tutti e ricorre alla terza persona (“Beati i poveri, i miti, i misericordiosi…”); nel testo presente invece i destinatari del suo messaggio sono i suoi più stretti collaboratori, i Dodici, e fa uso del pronome personale “voi” alla seconda persona plurale (“voi siete il sale, voi siete…”). Inoltre i verbi all’indicativo presente ripetuti (“siete…”) suggeriscono più un dato di fatto che un augurio.

Tutto il messaggio del Maestro si articola su due immagini: “Sale e luce!”. Gesù parla non attraverso concetti e riflessioni astratte, ma mediante immagini; questa del resto è la forma di comunicazione più felice per veicolare l’arduo mistero di Dio. “Un’immagine vale più di mille parole” insegnavano gli antichi cinesi. Inoltre le immagini svolgono un discorso immediato e chiaro. Riescono a imprimersi nella memoria più facilmente delle idee. Ed è ben certo che la verità è più presente e più diffusa nell’immagine che nell’idea. Gesù dunque con tale procedimento pedagogico, ha il vantaggio di parlare a tutto l’uomo e non solo alla sua intelligenza.

Il sale è molto utile per condire il cibo e renderlo saporoso e gustoso, ma serve anche per conservare e purificare le derrate. Però il sale dà sapore a condizione che lo si faccia mescolare con la pasta. E questo è il compito del discepolo di Gesù: deve portare il Vangelo in tutti gli ambienti di lavoro, là deve andare a incontrare l’uomo: nel mondo della scienza, della tecnica, dell’arte, della cultura, della ricerca…Annota saggiamente il saggista francese George Bernanos nel suo Diario di un curato di campagna: “Il Signore non ci ha detto di essere miele, ma sale del mondo”.

E questo speciale metodo di evangelizzazione lo troviamo già nella famosa Lettera a Diogneto che risale nella seconda metà del secondo secolo. Dopo aver puntualizzato che i cristiani vivono nel mondo come gli altri (nelle stesse città, con le stesse vesti, la stessa lingua, soggetti alle stesse leggi civili) precisa però che diverso e più perfetto è il loro modo di vivere, e aggiunge: “in una parola, ciò che è l’anima per il corpo, questo sono i cristiani per il mondo”. E merita concludere che i discepoli del Vangelo sono necessari al mondo come il sale per il cibo e come la luce del viandante.

Il discepolo inoltre deve irradiare il Vangelo con la propria vita come una luce forte e chiara. Il miracolo più grande, la prova più convincente e più eloquente della verità è una vita che ha incarnato il Vangelo e lo mostra senza parole e in pieno silenzio. Questo è il Vangelo che tutti possono vedere e capire. Il Concilio Vaticano II nel Decreto sull’Apostolato dei laici insegna che: “la testimonianza della vita cristiana e le opere compiute con spirito soprannaturale sono potenti per attirare gli uomini alla fede e a Dio. Dice infatti il Signore: “La vostra luce splenda davanti agli uomini perché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre che sta nei cieli” (AA, 67).

 

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