Spezzare la Parola, pH Laura Ciulli

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. In questo anno liturgico (A) incentrato soprattutto sul Vangelo di Matteo,

Padre Ubaldo Terrinoni Ofm
Padre Ubaldo Terrinoni

ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione esprime gratitudine per questo ulteriore servizio.

6 gennaio 2023, Epifania del Signore – Anno A

EPIFANIA DEL SIGNORE: Mt 2,1-12

Presepe Vaticano 2022
Presepe Piazza San Pietro 2022

Epifania è un termine greco che vuol dire “manifestazione, rivelazione, apparizione”. Dopo la serena e commovente scena del Presepe, l’episodio della visita dei Magi è il più rappresentato nell’arte cristiana dal II secolo fino ai nostri giorni. Questa solennità assume una dimensione universale, poiché Gesù, il Messia, è venuto per tutti. Lungo i tornanti della storia molti si faranno pellegrini della Verità: “molti verranno da Oriente e da Occidente – preannuncia Gesù – e siederanno a mensa…nel regno dei cieli” (Mt 8,11).

I Magi vengono dal lontano Oriente e assurgono a simbolo di tutti i pagani che si dispongono alla ricerca del vero Dio. Nella liturgia del prefazio, il sacerdote rivolto al Padre prega così: “Oggi in Cristo luce del mondo tu hai rivelato ai popoli il mistero della salvezza”. Tutti i popoli della terra si mettono in cammino in cerca del Messia. É quanto già aveva previsto e annunciato il profeta Isaia: “Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere” (Is 60, 3). I popoli si raduneranno nella nuova Gerusalemme, che è la santa Chiesa di Dio, per accogliere tutti nel suo seno affinché tutta l’umanità risulti come   un’unica immensa famiglia. È appunto per questo che la solennità di oggi ha una dimensione decisamente missionaria.

Presepio pH Laura Ciulli L’Epifania è anche una festa di luce che propone la “stella” della fede che illumina il cammino che conduce alla Verità, che è Cristo. Tuttavia resta chiaro che la fede non è mai un possesso scontato, garantito, è invece scelta e impegno di ogni giorno; non è una opzione fatta una volta per tutte, ma richiede di crescere e di espandersi in ogni dimensione del cristiano, dato che è una virtù che investe la persona integralmente. I Magi camminano guidati da una stella; anche il cristiano compie un progressivo cammino nella luce che avrà la sua realizzazione piena quando cadranno tutti i veli  e “nella sua luce vedremo la luce”. Dio Padre apparirà in tutto il suo splendore e lo vedremo così come è e non in modo riflesso.

La tradizione cristiana conta tre Magi, rivestiti di regalità, attribuendo a loro tre nomi (Gaspare, Melchiorre e Baldassarre); li fa munifici donatori al regale Bambino con significati simbolici: l’oro indica la regalità di Cristo; l’incenso la sua divinità e la mirra – largamente usata per l’imbalsamazione dei cadaveri – la sua umanità e la sua morte. Degna di particolare attenzione è la conclusione del racconto dell’evangelista: i tre singolari visitatori sono raffigurati come credenti perché “si prostrano e adorano il Bambino”.

Sì, proprio così: all’uomo che cerca Dio, Dio si fa trovare; la ricerca religiosa ha sempre buon esito. Egli è un Dio che desidera vivamente incontrare l’uomo e donarsi a lui. Dio esce incontro a chi lo cerca. Il celebre padre della psicanalisi moderna, Karl G. Jung aveva fatto apporre questa epigrafe nella sua casa presso Zurigo: Vocatus atque non vocatus, Deus aderit, sia che tu lo chiami o sia che tu lo ignori egli si farà presente sulla tua strada.

 

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