Spezzare la Parola, pH Laura Ciulli

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. In questo anno liturgico (A) incentrato soprattutto sul Vangelo di Matteo, ci guida e ci accompagna in questo cammino

Padre Ubaldo Terrinoni Ofm
Padre Ubaldo Terrinoni

padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione esprime gratitudine per questo ulteriore servizio.

6 maggio 2023, V Domenica di Pasqua – Anno A

“IO SONO LA VIA LA VERITA’ LA VITA” Gv 14, 1-12

Gesù, Chiesa di Sant'Agostino Civitavecchia Civitavecchia

Il brano del Vangelo di oggi fa parte del grande discorso di “addio” di Gesù ai suoi discepoli; il discorso è compreso tra il capitolo 13,31 fino a 16,33. Il Maestro apre questo specifico testo con la ferma raccomandazione di non aver paura; garantisce che loro non saranno separati da lui. Anzi, lui stesso tornerà a prenderli (v.3) per averli per sempre con sé. E loro conoscono già la “via”. Ma interviene Tommaso dichiarando che loro non conoscono la via di cui egli sta parlando; ed è a questo punto che Gesù risponde con un’ardita affermazione: “Io sono la via, la verità e la vita”. In nessun altro testo del Vangelo troviamo una così esplicita affermazione.

Io sono la via!  Si noti: Gesù non dice “io sono come una via”; no! Ma si identifica con la realtà stessa che annuncia: egli è “la via”. Ciò vuol dire che al di fuori di lui c’è smarrimento, c’è disorientamento, si è fuori strada; senza di lui non si raggiunge l’obiettivo prefissato, ma ci si perde in un labirinto di strade tutte sbagliate, senza una precisa meta. Pertanto egli non è una delle tante vie, ma è l’unica. L’autore della lettera agli Ebrei presenta Gesù che è la via nuova e vivente (Ebr 10,20). È nuova perché, grazie al Cristo, tutti i battezzati hanno acquistato il diritto (un tempo riservato soltanto al sommo sacerdote) di entrare nel “santo dei santi”, cioè hanno il libero accesso a Dio in qualunque ora della giornata e della vita. É vivente perché Cristo ha trionfato sulla morte con l’evento della risurrezione; e dunque, attraverso la passione, morte e risurrezione, egli ci ha aperto “la via verso il Padre”.

Io sono la verità! Non è una delle tante verità, ma è “la verità”. Il corrispondente greco è alètheia col significato di “svelare qualcosa che è nascosta, mostrare ciò che non è più nascosto”. Però nell’ottica giovannea, la verità “è l’essenza dell’essere che si svela; è il disegno salvifico di Dio che si è svelato in Gesù; è la verità rivelata”. In questo senso Gesù-verità “è da conoscere, da accogliere, ascoltare, possedere”. Ne consegue che al di fuori di lui, io troverò soltanto errore, inganno, menzogna, smarrimento…   L’uomo non può accogliere Gesù-verità “attraverso un semplice sforzo razionale e nemmeno attraverso uno sforzo ascetico, ma soltanto attraverso l’umiltà della fede, rinunciando alle orgogliose affermazioni del proprio “io”. E la verità non va cercata altrove, ma solo nella conoscenza e nell’incontro con Gesù di Nazareth” (B. Maggioni).

Io sono la vita! Gesù appare nel messaggio biblico come la vita in modo unico, infatti egli dichiara: “Io sono la risurrezione e la vita…; io sono la via, la verità e la vita” (Gv 11,25; 3,15); egli è “il Principe (arkegòs) della vita” (At 3,15) che dona “la vita eterna”. Questa è “la vita divina” in quanto è partecipazione della vita del Figlio di Dio, è comunione vitale con lui. É Gesù stesso che ce ne dà conferma parlando del pane eucaristico: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna” (Gv 6, 51.53-54). Dunque cibandoci dell’Eucaristia, noi facciamo l’esperienza di “un assaggio di eternità”. Pertanto, al di fuori di lui non c’è vita, ma morte; ogni cosa della vita senza di lui va verso il nulla, verso il non senso della vita.

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