La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.
8 agosto 2021, XIX Domenica del Tempo Ordinario. – Anno

“… io sono il pane della vita…. io sono il pane vivo disceso dal cielo…” (Gv 6, 41-51)
Riflessioni e parole del Signore raccolte dai discepoli e apostoli che ci aiutano a capire il senso profondo e più vero della Comunione. Vi invito a fare un piccolo sforzo direi spirituale. Usciamo dall’immagine di quella fila di persone (adesso le troviamo in piedi ai lati dei banchi) che vanno a ricevere l’ostia. Mettiamo a parte le discussioni se sulla lingua o sulle mani. Non hanno senso. Rispettiamo ovviamente le norme rituali della Chiesa anche per senso di unione e per evitare deviazioni fantasiose. Ma non possiamo dimenticare la verità delle cose. “Io sono il pane…” ci dice Gesù. “Io…”, non quello che deponiamo sull’altare o che riceviamo in bocca. Sull’Altare deponiamo la nostra esistenza e la nostra vita (frutto della terra e del lavoro umano) affinché tutto si trasformi in “presenza” di Lui.
La parola di Dio va letta non a pezzetti per creare poi devozioni, ma come un cammino di vita e nella vita. Un cammino alla ricerca di una luce che ci guidi. Il Signore Gesù, questa luce, questo sale, questo lievito, questo cibo e questa bevanda. E noi dobbiamo diventare come Lui. Lo mangiamo, la comunione ce lo ricorda, affinché la nostra esistenza e vita camminino con la vita del Signore dentro di noi. Se non cerchiamo di essere la sua presenza in questo mondo affaticato, quel ricevere l’ostia non sarà comunione. La rispettiamo veramente, non quando chiudiamo gli occhi devoti, ma quando la nostra vita (pensieri, opere, lavoro, servizio, professione…) mostra i segni della presenza di Lui, il pane della vita. Ognuno di noi, e poi insieme come Chiesa, dobbiamo trasformarci nel “pane” che alimenti il mondo.
