Spezzare la Parola, pH Laura Ciulli

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. In questo anno liturgico (A) incentrato soprattutto sul Vangelo di Matteo.

Padre Ubaldo Terrinoni Ofm
Padre Ubaldo Terrinoni

Ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione esprime gratitudine per questo ulteriore servizio.

9 aprile 2023, Pasqua di Risurrezione – Anno A

PASQUA: VITTORIA DELLA VITA Gv 20, 1-9

Gesù, pH Laura Ciulli

Oggi è Pasqua! É il cuore del mondo; è la festa che celebra la nascita di un mondo nuovo; è il vertice della storia della salvezza; è “il giorno” per eccellenza; “questo è il giorno che ha fatto il Signore!” è il giubilo del salmista (Sal 119,24). La liturgia bizantina esplode in una gioia incontenibile e canta la grande Notte della Risurrezione: “O notte più chiara del giorno, più splendente del sole, più dolce del Paradiso! O notte liberata dalle tenebre, notte che scacci il sonno, notte che ci fai vegliare con gli angeli, che conduci la Chiesa fidanzata allo Sposo. O notte, Madre di tutti quelli che sono illuminati, notte verso la quale tende il desiderio di tutto l’anno”.

La santa Chiesa non si stanca di ripetere il festoso annuncio: “Cristo è veramente risorto: Alleluia, Alleluia!”; e con lui tutta la vita risorge. L’angelo ribalta la pietra sepolcrale e vi si siede sopra per significare il trionfo pieno e definitivo del Signore sulla morte. Così si parte dalla tomba vuota e dalla vittoria del Risorto per ricomprendere e reinterpretare tutto il mondo e la sua storia. Egli “ci precede!” riferisce l’evangelista Matteo (Mt 28,7) e ha anche impresso un ritmo di passo accelerato al nostro cammino; anzi, lui sta sempre “più avanti” e ci chiede perciò di guardare avanti e non voltarci indietro. Ci chiede di regolare i nostri orologi sull’oggi, sul tempo presente per saper leggere tutti gli avvenimenti piccoli e grandi e anche per scongiurare decisamente eventuali ritardi per non mancare ai suoi appuntamenti.

E come logica conseguenza è avvenuto che il male, la morte e il dolore sono stati definitivamente sconfitti. “Morte e vita si sono affrontati in un prodigioso duello – canta la Chiesa nella liturgia pasquale -. Il Signore della vita era morto, ora, vivo, trionfa” (Sequenza liturgica). La morte è stata sconfitta e assume l’aspetto di un riposo, di un sonno, di una breve requie (questo è anche il significato di cimitero dormitorio, breve riposo dal termine greco koimetèrion). Il dolore assurge a una celebrazione che vede Cristo Risorto come protagonista, per cui si può parlare di sofferenza partecipata e non più di sofferenza solitaria; si può parlare di croce non portata da solo, ma portata sulle spalle di due insieme: “Cristo e io, Cristo e tu…”.

“Allora la vita può essere vissuta come una festa: il Risorto offre immaginazione e coraggio per creare “il nuovo”. Mentre le utopie umane s’infrangono tutte contro lo scoglio della morte, si aprono le porte della speranza cristiana, che non delude e non si risolve in un “desiderio smentito”. Nessuna croce, nessuna prova, nessun dramma può togliere la pace o spegnere la gioia che viene dalla Risurrezione” (M. Magrassi).

Ormai si può gridare l’Alleluia della vittoria; si può annunciare che Cristo Risorto è il vivente e il veniente; egli è per sempre il Kyrios: il Signore Risorto, il vittorioso. E davanti a lui “ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che il Signore è Dio”.

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