Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.

 

 

 

9 ottobre 2022, XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

“Gli vennero incontro dieci lebbrosi”

“Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”

“Andate a presentarvi ai sacerdoti”

“Non ne sono stati purificati dieci?” 

Lc, 17, 11-19)

Spezzare la Parola

L’insegnamento che ci dà l’Evangelista Luca è che Gesù è venuto per salvare tutti ma in particolare gli emarginati e rifiutati dalla società.

Il lebbroso era costretto a vivere fuori della città, la sua presenza doveva essere segnalata a distanza, la sua malattia era considerata il segno di una maledizione divina per un peccato gravissimo, il suo destino era quello di uno scomunicato. É questo il primo tratto della diversità”. Ma non meno rilevante è la sua qualità di “samaritano”. Un nemico di Israele, un individuo con il quale l’ebreo puro non deve avere nessun contatto.

Quest’uomo torna indietro per ringraziare. Ha incontrato Gesù, si è sentito liberato dal male, e torna per ringraziare.

Saper ringraziare, saper lodare per quanto il Signore fa per noi. Non è un atto di cortesia ma un atto che segna e rivela la nostra condizione umana. Dire grazie scaturisce da un senso di gratitudine per aver sperimentato che il bene è un dono che viene da un Altro: Dio. Tutto quello che abbiamo nella vita, anche quello che sembra più nostro e conquistato, è dono di Dio. Tutto ci potrebbe essere tolto in un momento.

Dire “grazie” ci educa ad avere fiducia, a essere ottimisti, a essere aperti a Dio e agli altri. Non siamo padroni di noi stessi e degli altri. Non bastiamo a noi stessi, perché tutti abbiamo bisogno di attenzione, di cure, di amore. Spesso pensiamo che tutto ci sia dovuto e, per questo, non siamo capaci di stupore, sorpresa, ringraziamento.

Ogni giorno dobbiamo cercare le tracce del passaggio di Dio nella nostra vita. Tutto quello che esiste lo abbiamo ricevuto, non abbiamo fatto nulla per averlo. E tutto porta un senso di amore. Il Padre ogni giorno provvede a noi suoi figli tutto quello che rende la vita bella e viva e tutto, con un “grazie”, può diventare una guarigione del nostro spirito.

Signore, aiutaci a cercare in noi stessi

uno spazio per la gratitudine,

uno spazio per lo stupore e la gioia di scoprirci gratuitamente

amati e liberati dalle nostre infedeltà e incoerenze. Amen.

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