La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.
Sosta e Ripresa per le quattro domeniche di Avvento ha deciso di affidare tale riflessione ad altrettanti sacerdoti della diocesi di Viterbo, in attesa di pubblicare a Natale l’omelia del vescono Lino Fumagalli.
II Domenica di Avvento – ANNO B
di Don Gianni Carparelli
Avvento… Ad-ventum. Andare incontro al Signore che viene. Preparare cioè la nostra vita, affinché l’incontro sia un abbraccio di amore infinito incarnato nella storia. Il Signore entra nella nostra vita e la nostra vita si confonde quasi con la sua. Inizia così quel cammino senza fine che il ‘mistero della nostra fede’ ci invita a camminare. Ma il cammino non è un andare a caso per le strade del mondo con alcune belle orazioni nelle mani o nella bocca. È il cammino che trasforma le strade dell’universo, che purifica il mondo dalle ingiustizie, che restaura i rapporti tra noi, la natura e le persone, è il cammino non sempre facile di fermarsi e sollevare chi è caduto e ferito, è il cammino di chi sa rinunciare al proprio bene personale per condividere con i fratelli e sorelle la costruzione dei sogni di Dio e che Dio ci ha donato perché diventino anche i nostri sogni e la nostra vita.
Nel salmo 85 (84) preghiamo: ‘Mostraci signore la tua misericordia e donaci la tua salvezza’. La misericordia di Dio perché ‘Dio Amore’ (agape) si dona a noi e lo viviamo nella liturgia. E se noi ‘viviamo’ il suo dono nella nostra vita, la nostra vita sarà esempio di salvezza.
Cosa vuole dire in parole più colloquiali?
È il mistero della conversione di cui parla Giovanni nel Vangelo di Marco, all’inizio, citando la profezia di Isaia. ‘Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri’ (Mc 1. 3). La ‘via’ e i ‘sentieri’ del Signore sono la nostra vita, il nostro impegno nella storia dell’universo e di tutte le sue creature, la nostra attenzione a chi fatica a camminare per le strade a volte tortuose delle vicende umane, il nostro impegno politico-sociale per costruire una civiltà del rispetto vero, la nostra compassione per chi sbaglia ma desidera rinascere, il nostro coraggio nel non cedere alla debolezza e alle tentazioni, la nostra umiltà nel riconoscere dove stiamo sbagliando per rimetterci in piedi, la nostra gentilezza nel sapere sorridere davanti ai volti di chi ‘non sa quello che sta facendo’…
Non è forse questo il cammino di conversione che ci viene indicato da Giovanni, il precursore? Non è forse questo il significato del battesimo?
Accettare di camminare su queste strade nuove, perché ci aiutino a andare incontro al Signore.
Sono i cammini percorsi dal cardinale Henry Newman e dal suo confessore padre Domenico Barberi. E da innumerevoli innamorati del Vangelo sparsi per il mondo intero.
Quando Papa Francesco ci stimola, con la sua vita e la sua parola, a vivere una ‘nuova evangelizzazione’ non ci sta invitando a inventare nuove cerimonie.
Ci sta invitando a inventare nuove strade per incontrare il Signore Gesù mentre andiamo e camminiamo cercando sinceramente di ‘purificare’ l’universo e l’umanità dalla polvere che spesso, anche involontariamente, lasciamo che si depositi sulla nostra vita e nei nostri pensieri.
‘Mostraci Signore la tua misericordia e donaci la tua salvezza’.
Buona domenica a tutti.
