Spezzare la Parola Laura Ciulli

Domenica 10 marzo 2024, IV domenica di quaresima – Anno B 

DUE MAESTRI: GESÙ E NICODEMO Gv 3, 14-21

Laura Ciulli Padre Ubaldo Terrinoni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

È Nicodemo che va da Gesù di notte ed è lui che apre il dialogo, presentandosi non come uno che è in ricerca della verità, ma come uno che già sa, che già possiede (noi sappiamo… Gv 3,2), che ha alcuni punti fermi, ai quali non intende derogare. Si colloca sul piano del sapere, da maestro a maestro per discutere alla pari. Ma lui non sa che si trova a tu per tu con la Novità assoluta che è Gesù; non si avvede della prossimità del mistero!!!

Gesù annuncia a Nicodemo che bisogna nascere di nuovo. É una rinascita che avviene per via spirituale, non per via fisica o carnale. Infatti, con la nascita fisica, il bambino diventa figlio dell’uomo; con la nascita spirituale, diventa figlio di Dio. Inoltre con la nascita fisica, è l’uomo che si colloca al centro del suo destino, come responsabile delle sue scelte e dei suoi programmi; con la nascita spirituale invece è Dio che si colloca al centro e tutto fa ruotare intorno a questo unico punto di riferimento. Nel prosieguo del dialogo tra i due maestri, è Gesù che fa tre affermazioni di fondo:

il Figlio dell’uomo è innalzato v 3,14

l’Unigenito è donato 3,16

il mondo è giudicato 3,17.

Il Figlio dell’uomo è innalzato nel duplice senso dell’evangelista: “elevato” sulla croce per essere bene in vista al cospetto di tutto il mondo ed è “assunto” nella gloria alla destra del Padre; dunque: crocifisso ed esaltato; pertanto la croce è il vertice dell’umiliazione ed è anche il trono della gloria del Cristo. Il serpente di bronzo innalzato da Mosè nel deserto salvava tutti coloro che riuscivano a guardarlo (Nm 21,6-9). Così, davanti alla nuda croce di Cristo si decide il destino di ogni uomo. Egli attirerà tutti a sé, ma sta poi al singolo di rifiutare o di accogliere la gloria del Crocifisso.

L’Unigenito è donato dal Padre soltanto per amore. Tutta la vicenda dell’uomo sulla terra si risolve col confronto di Dio-Amore: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito” (Gv 3,16). “Cristo è l’immenso peso d’amore di Dio sulla storia del mondo e nessuno può scrollarselo di dosso con indifferenza. Giustamente, Dio aspetta una risposta d’amore alla sua offerta d’amore, alla sua proposta di comunione vitale con lui” (Sl. Garofalo). Arriva per tutti il momento in cui non c’è più spazio per questionare, ma solo la possibilità per un “si” o per un “no” all’Amore.

Il mondo è giudicato! La croce è “il segno” di fronte al quale ogni uomo è chiamato a prendere posizione. Per Giovanni, la croce è di certo il trono della gloria, ma è anche il trono del giudizio. Al cospetto della croce si svela la nostra verità, non quel che noi sembriamo, ma unicamente quel che realmente noi siamo. Secondo la cultura giudaica, il giudizio giunge al termine della vita; secondo invece la rivelazione biblica, il giudizio è già presente; e non è tanto Dio a giudicare, ma è l’uomo stesso che giorno per giorno si costruisce il suo futuro. Ognuno è artefice della propria salvezza.

La grande crisi dell’uomo moderno è il rifiuto di Cristo-Luce; rifiuta la luce perché ama le tenebre, che proteggono le sue opere cattive. Lo dichiara Gesù stesso: “Il mondo mi odia perché io attesto che le sue opere sono cattive” (Gv 7,7).

Nota della Direzione

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore sia indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Anche in questo anno liturgico (B) incentrato soprattutto sul Vangelo di Marco, ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione rinnova la gratitudine per questo servizio.

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