La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. In questo cammino per il resto dell’anno liturgico cia accompagnererà don Gianni Carparelli.

Don Gianni Carparelli
Don Gianni Carparelli, foto Mariella Zadro

Domenica 17 gennaio 2021. Seconda Domenica del Tempo ordinario – Anno B

Chi cercate? Cosa cercate?… è così che Gesù inizia il suo cammino, diciamo: pubblico, per le strade del ‘mondo’. Il linguaggio ovviamente delle narrazioni risentono del contesto di fede e tradizioni del tempo, ma il messaggio diverrà presto universale aprendosi a un futuro ancora in costruzione. Anche il numero dei discepoli, sarà di 12, va letto in questo contesto. Le dodici tribù di Israele, il popolo di Dio… ma sappiamo bene che il ‘popolo di Dio’ è l’universo creato con tutti i suoi abitanti. Non ci sono razze, colori, tradizioni, che siano privilegiate su altre. Chi cercate? Cosa cercate? Se volete venite a vedere. La mia vita, quello che penso, quello che faccio… Venite e vedrete. Poi un giorno lontano da questo dirà: fate ‘Questo’ in memoria di me. Voi porterete avanti la strada che ho iniziato. Voi sarete il maestro che avete ascoltato. Voi sarete la mia presenza per un futuro tutto da costruire. Voi aiuterete un mondo diviso e pieno di problemi, a trasformarsi in un ‘Regno’ del quale io sarò il Re. Re non di apparenze e potenza e potere. Re di servizio, Re di giustizia, Re di accoglienza, Re di amore, Re di onestà, Re…di una vita nuova, di tutto quello che sognate e desiderate ma che fate tanta fatica a capire e a vivere. Su questo non so che dirvi. Vi posso consigliare, dare l’esempio, esortare… ma le mani dovete mettercele voi. Il mondo e l’universo è ora nelle vostre mani, come da sempre d’altronde. Abbiate cura voi del vostro giardino universale e fatelo fiorire con fiori di correttezza, rispetto, gentilezza, pulizia… non perdete tempo, ma questo i nostri profeti che sono sparsi in ogni popolo e tradizioni hanno detto più volte, a usare la vostra intelligenza per costruire strumenti di lotta e di sangue sempre più intelligenti (???, ma per risolvere i problemi veri della gente. Al Padre mio non servono offerte e sacrifici, quelli che inventate voi per fare piacere al vostro desiderio di apparenza. Il vero dono gradito a Dio è la purezza della vostra vita: purezza fatta di semplicità, onestà, servizio, attenzione agli altri, pensare prima al ‘NOI’ che al ‘IO’. Dico questo pensando (aggiunta mia) a un mio futuro rappresentante nella comunità che si dirà cristiana ma che a volte non lo è, quel sant’uomo di Francesco che molti vorrebbero ingabbiato nelle immagini di potere e che invece sta liberando la mia Chiesa da quello che Chiesa non è. Venite e vedete. Nella mia vita vedrete quello che Chiesa è e che spesso avete inquinato. Aiutate Francesco a restaurare la mia opera d’arte.

(So che per molti questa giornata è la festa di Antonio Abate, monaco eremita egiziano, povero e generoso con i semplici. Si rischia di farlo diventare il santo delle magnate, degli spari, delle corse dei cavalli e di quello che ogni paese riesce a inventare. E va bene. Sono belle tradizioni che portano la gente insieme in un clima di gioia e condivisione. Ma non esagerate. Ritorniamo allo spirito. Approfittiamo di queste belle feste per permettere a qualcuno di sentirsi meglio, accettato, rispettato, aiutato… in fondo non è questo che i nostri santi ora imbellettati di oro, facevano? Pensiamoci. Non è arricchendo le tombe che cambia il mondo ma arricchendo lo spirito e la vita).

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