Spezzare la Parola Laura Ciulli

IL MISTERO “GESÙ!” Gv 12, 20-33

 

Gesù Latera pH Laura CiulliIn quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, e gli chiesero: “Signore, vogliamo vedere Gesù”. Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose: “È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.

Gesù ha fatto il suo solenne ingresso nella città santa e tutto ormai in lui è orientato   a vivere l’ultima Pasqua della sua vita. I pellegrini cominciano ad affluire a Gerusalemme e tra loro vi sono anche alcuni ellenisti simpatizzanti della religione ebraica e desiderano vedere Gesù. Strana combinazione…! Da una parte, i giudei sono giunti ormai all’ultimo atto: si ostinano a non voler sapere del Cristo, lo rifiutano decisamente e lo condannano; dall’altra invece alcuni greci desiderano vederlo. Ovviamente, il desiderio di vederlo va oltre la semplice curiosità, perché c’è in loro la disponibilità ad aprirsi alla fede per cogliere l’intimo mistero del Cristo: mistero che era sfuggito alla folla osannante e mistero del quale erano rimasti prigionieri i Dodici.

Sembra che Gesù non si interessi della richiesta dei greci e si abbandoni a un soliloquio, ed invece svela l’aspetto più sconcertante del suo mistero con la metafora del chicco di grano: “Se il chicco di grano non cade in terra e non muore, rimane solo; se invece muore, porta molto frutto” (v. 24). L’immagine del seme ricorre sovente nelle parabole dei Vangeli sinottici: il seme che cade in differenti terreni (Mt 13,3-8); il seme che cresce da solo nell’oscurità del solco (Mc 4,26-29); l’impercettibile granello di senape che cresce fino a diventare un alberello (Mt 13,31-32). Per i sinottici il seme è la Parola o il Regno di Dio; per Giovanni invece il seme è Gesù stesso con tutto il carico del suo mistero.

Ed ecco che ormai è giunta l’ora di tradurre in realtà la metafora del chicco. Più volte Gesù, in precedenza, aveva dichiarato che non era giunta la sua ora: al pranzo di nozze a Cana in risposta a sua madre: “non è ancora giunta la mia ora” (Gv 2,4); nella festa delle Capanne: “il mio tempo non è ancora venuto” (Gv 7,6-8); a Gerusalemme, dove alcuni volevano arrestarlo, “ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora” (Gv 7,30). Adesso è giunta l’ora! Quale ora? L’ora della passione, morte, risurrezione e ascensione al cielo di Cristo in un unico mistero di glorificazione; l’ora in cui cadranno tutte le frontiere perché i popoli si aprano ad accogliere il Vangelo; l’ora in cui il principe di questo mondo sarà cacciato fuori (Gv 14,30); l’ora del giudizio del mondo rimasto sordo e cieco ad ogni richiamo del Cristo (Gv 16,11); l’ora della nascita di un mondo nuovo che, accogliendo la luce, la verità e  la vita, si apre al dinamismo e alla ricchezza del Vangelo (Gv 3,18-20).

La croce è esaltazione e glorificazione insieme; è passione e risurrezione; è umiliazione ed elevazione alla gloria. Per questo Gesù può dichiarare: “Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32). Il verbo greco ypsoo “elevare” ha una ricchezza di significato: a un primo livello, si riferisce alla croce sulla quale gli uomini innalzano Gesù; a livello più profondo, si richiama alla esaltazione / innalzamento, alla salita al cielo del Cristo, glorificato dal Padre. Il Crocifisso inoltre è fortemente dinamico in quanto, fino alla fine dei secoli, continuerà ad esercitare un forte potere di attrazione su tutti i cuori: “attirerò tutti a me!”.

Nota della Direzione

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore sia indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Anche in questo anno liturgico (B) incentrato soprattutto sul Vangelo di Marco, ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione rinnova la gratitudine per questo servizio.

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