GESÙ NEL DESERTO Mc 1, 12-15
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il Vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio e vicino; convertitevi e credete al vangelo”.
“E subito lo Spirito sospinse Gesù nel deserto”; sembra che il verbo greco (ekbàllei) abbia il senso di un’azione violenta, forzata, dura. L’evangelista Luca usa una espressione più dolce, più accomodante: venne condotto (éghtai) (Lc 4,1). Lo Spirito che era disceso poco prima su di lui nel Battesimo, ora lo conduce nel deserto. Il deserto è il luogo dell’incontro in solitudine con Dio, ma è soprattutto il luogo della prova, dello scontro con Satana, del corpo a corpo con il Male, che intende ostacolare la realizzazione del progetto predisposto da Dio per ognuno di noi.
Il racconto di Marco, a differenza di Matteo (4, -11) e Luca (4, 1-13), è scarno, essenziale e estremamente breve. Non fa alcun riferimento alle tre tentazioni presentate in modo disteso dai due e non menziona affatto neppure il digiuno. Però chiaramente evidenzia la tentazione alla quale è sottoposto Gesù. Il verbo “tentare”, nei quattro Vangeli, si trova quasi sempre usato in senso ostile, malevolo, è come una trappola tesa per far inciampare il Maestro. La tentazione deve essere stata finalizzata a indurre Gesù a manifestarsi con un messianismo facile, trionfalistico con ostentazioni di potenza.
Gesù rimane quaranta giorni in quell’aspra solitudine e sembra che la tentazione si sia estesa lungo tutto il tempo della sua permanenza nel deserto. Il numero “40” ha anche una valenza simbolica: è lo spazio di una generazione, è il tempo dedicato all’attesa, alla prova dura e insistente, all’oppressione, alla preghiera, alla maturazione interiore. É uno spazio di tempo che lentamente ma efficacemente tende ad afferrare e coinvolgere la totalità del nostro essere per tornare a Dio scoperto in modo sempre nuovo.
Stava con le fiere (probabilmente con sciacalli, iene, lupi, serpenti…). Non è una semplice nota di colore. La lettura che ne fanno i biblisti è che l’evangelista qui vuole procedere a un richiamo al Paradiso terrestre, dove il primo Adamo era stato in armonia con Dio e con tutto il creato. Ora Gesù, nuovo Adamo, viene a riproporre quel progetto originario della creazione: riporta la vittoria su Satana, riappacifica la creazione, riconduce gli uomini al dialogo con Dio, con il creato e con l’altro! É la pace paradisiaca proclamata da Isaia (Is 11, 6-10) e attesa per i tempi messianici, inaugurati esattamente da Gesù con la sua vittoria su Satana.
E Gesù risale vittorioso dal deserto in Galilea recando un festoso annuncio, che ripete più volte. “E diceva: il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo” (1, 15). Dunque, il regno di Dio si è fatto vicino adesso, oggi, qui, per me, per te…; è disponibile per accoglierci. Ma si richiede per tutti la conversione per avere il diritto all’ingresso; si richiede un mutamento radicale del proprio vivere.
La conversione è un lento e, a tratti, difficile cammino verso la casa del Padre; è un ritorno in famiglia, nell’abbraccio fraterno, nella riconciliazione e nella comunione; è un rientro in se stesso per procedere a una coraggiosa valutazione della propria situazione; è un faccia a faccia con se stesso e con Dio, così come si è: senza maschera, senza nascondere nulla e senza nascondersi.
Nota della Direzione
La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore sia indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Anche in questo anno liturgico (B) incentrato soprattutto sul Vangelo di Marco, ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione rinnova la gratitudine per questo servizio.
Foto tratta dal web

Licenza in Scienze Bibliche conseguita presso il Pontificio Istituto Biblico.
Dottorato in Teologia Dogmatica conseguito presso la Pontificia Università Gregoriana.
Docente presso l’Istituto di Scienze religiose di Viterbo.Docente presso il Centro Nazionale USMI.
Maestro degli studenti teologi cappuccini dell’Italia Centrale (1967-1976).
Superiore Provinciale dei Cappuccini della Provincia Romana (1982-1988).
Presidente dei Superiori Provinciali Cappuccini d’Italia (1982-1985).
Consultore teologo della Congregazione per le Cause dei Santi (1989- ).
Visitatore apostolico di un Istituto religioso per incarico della Congregazione dei religiosi.
Docente presso l’Istituto Teologico San Pietro dal 1997.
Autore notissimo, conduttore a Radio Maria, direttore spirituale e predicatore per numerosi istituti religiosi femminili.

