La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.
In questo anno liturgico (A) incentrato soprattutto sul Vangelo di Matteo, ci guida e ci accompagna in questo cammino

padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione esprime gratitudine per questo ulteriore servizio.
Domenica 20 agosto 2023, XX domenica del tempo ordinario – Anno A
LA DONNA CANANEA Mt 15, 21-28
La Chiesa di Dio non solo è una e santa, ma è anche “cattolica” cioè universale, aperta ad accogliere e a riconoscere fratelli tutti i popoli della terra. Non ci sono stranieri, e tanto meno esclusi e rifiutati, nell’economia della salvezza. Pertanto la Chiesa è tutt’altro che un ghetto o una setta o un’associazione chiusa ermeticamente in se stessa. Nel Decreto conciliare Gaudium et spes la Chiesa esprime “il desiderio di stabilire un dialogo che non escluda nessuno perché siamo tutti chiamati ad essere fratelli” (GS,1642).
E Gesù per primo ne dà conferma. Si trova in incognito nella regione di Tiro e Sidone (due famosissime città della costa fenicia), dunque lembo geografico straniero e, per giunta, pagano. Però, la fama dei miracoli e dei messaggi affascinanti di Gesù certamente aveva varcato il confine della Palestina. Egli s’imbatte in una donna pagana che implora di guarirle la figlia che è tormentata da satana. Con una sapiente pedagogia, Gesù apre gradualmente le porte della “sua” Chiesa… Sappiamo che al termine della sua missione terrena, egli ne spalancherà le porte e invierà i suoi discepoli dicendo: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15).
Ma ora questa donna cananea ha urgente bisogno dell’intervento di Gesù e si rivolge a lui con il titolo messianico di figlio di David e implora la guarigione della sua figlia con l’invocazione che risuona sovente nei Salmi: abbi pietà di me! Però stranamente sembra che Gesù sia richiamato da altro e non rivolge neppure un minimo di attenzione alla donna. E tuttavia la donna continua nella sua implorazione secondo i suggerimenti evangelici costituiti dai tre verbi: chiedete… cercate… bussate (Lc 11,9) e “gli si prostra dinanzi”. Gesù si arrende di fronte alla scena e alla preghiera perseverante. E la donna, con un recupero squisitamente femminile, ottiene quel che ha implorato.
Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri. Gesù esalta la fede della straniera ed esaudisce la sua richiesta. Egli non si fa mai sordo alla voce della fede. Anzi l’ostinata fiducia della preghiera fatta con profonda fede riesce ad aprire tutte le porte, anche quelle che sembrano ermeticamente chiuse. E poi nella pienezza dei tempi, Gesù ha aperto anche ai pagani il Regno dei cieli con gli stessi doveri e diritti dei “figli d’Israele”. Nessuna differenza tra gli uni e gli altri, ma tutti fratelli e tutti figli di Dio.
Già la guarigione del servo del centurione romano risulta come un preludio della missione e dell’annuncio del Vangelo ai pagani. Il Maestro preannuncia che “verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli” (Mt 8,11). La Chiesa abbatterà ogni barriera, sbancherà ogni specie di confine e di paletti per accogliere “una moltitudine immensa che nessuno poteva contare di ogni nazione, razza, popolo e lingua” (Apc 7,9). E i salvati canteranno un canto nuovo all’Agnello: “Tu hai riscattato con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione” (Apc 5,9).

