In quel tempo, Gesù disse: “Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore”.
Nelle antiche civiltà che si perdono nella notte dei tempi il re era riconosciuto e onorato soprattutto nella figura del pastore. Tanto era comune e familiare questa immagine! Anche nella letteratura biblica ben presto Dio è invocato come pastore: “Dio è stato il mio pastore da quando esisto fino ad oggi” dichiara Giacobbe allorché benedice i suoi figli (Gn 48,15; cf 49,24; Sal 23)In situazioni di falsi pastori, è Dio stesso che prende decise risoluzioni: “Io stesso condurrò le pecore, le radunerò da tutte le nazioni, le nutrirò con buoni pascoli; sarò io stesso il pastore delle mie pecore e andrò in cerca della pecora perduta” (Ez 34,11-16). Dio dunque assume il ruolo di guida, di governo e di difesa del suo gregge. Nella cultura moderna, purtroppo, appare fuori moda la metafora pastore-gregge e, tuttavia, conserva sempre una sua efficace suggestione.
L’esperienza insegna che accanto alle pecore vi sono sovente numerosi pericoli: c’è il lupo che rapisce e sbrana, c’è il ladro che di notte tempo scavalca il recinto e ruba, c’è l’estraneo al quale non interessa nulla delle pecore, e queste non conoscono la sua voce, c’è il mercenario che è solo preoccupato di sé stesso, se vede venire il lupo, egli fugge perché non gli importa nulla delle pecore, non intende mettere a repentaglio la propria vita per il gregge.
Nel testo dell’apostolo Giovanni, la solenne dichiarazione di Gesù: “Io sono il buon pastore” (tradotta letteralmente dal greco è “io sono il bel pastore”; e ciò perché quel che è buono è anche bello) vuole affermare che Gesù è l’unico vero autentico pastore; il solo degno di questo nome, tutti gli altri possono essere accostati a lui soltanto per analogia. Gesù è il buon pastore per eccellenza! egli entra per la porta dell’ovile, anzi “è la porta”, l’unica via d’accesso al popolo di Dio.
Con il passare del tempo scatta una “magica” intesa tra pastore e pecore, uno stretto legame di conoscenza tra lui e loro: il pastore conosce le sue pecore e le pecore conoscono lui. É noto che la conoscenza in contesto biblico non è limitata alla sfera intellettuale, ma coinvolge una profonda intesa, una comunione di vita e di amore. Così, tra il pastore-Gesù e il gregge-popolo di Dio intercorre una profonda comunione di vita e di ideali. E, a differenza di tanti ladri e assassini che assediano e devastano il gregge dei fedeli, “Gesù è venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10).
Nota della Direzione
La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore sia indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Anche in questo anno liturgico (B) incentrato soprattutto sul Vangelo di Marco, ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione rinnova la gratitudine per questo servizio.

Licenza in Scienze Bibliche conseguita presso il Pontificio Istituto Biblico.
Dottorato in Teologia Dogmatica conseguito presso la Pontificia Università Gregoriana.
Docente presso l’Istituto di Scienze religiose di Viterbo.Docente presso il Centro Nazionale USMI.
Maestro degli studenti teologi cappuccini dell’Italia Centrale (1967-1976).
Superiore Provinciale dei Cappuccini della Provincia Romana (1982-1988).
Presidente dei Superiori Provinciali Cappuccini d’Italia (1982-1985).
Consultore teologo della Congregazione per le Cause dei Santi (1989- ).
Visitatore apostolico di un Istituto religioso per incarico della Congregazione dei religiosi.
Docente presso l’Istituto Teologico San Pietro dal 1997.
Autore notissimo, conduttore a Radio Maria, direttore spirituale e predicatore per numerosi istituti religiosi femminili.

