Domenica 21 gennaio 2024, III domenica del tempo ordinario – Anno B
GESÙ CHIAMA Mc 1,14-20
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il Vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo”. Passando lungo il lago della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: “Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini”. E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
In questo appello del Maestro di Nazareth assume una particolare importanza il lago di Tiberiade, che si trova a Nord-Est della Palestina: è lungo 21 chilometri, largo 11, con una profondità di appena 45 metri; la vera singolarità è che si trova a 212 metri sotto il livello del mare. Nella chiamata di Gesù alla sua sequela si distinguono quattro elementi, cioè quattro costanti: lo sguardo, l’iniziativa, l’urgenza e la sequela.
Lo sguardo! L’evangelista sottolinea gli occhi del Maestro, il quale passa e…vede! “Mentre camminava vide Simone e Andrea” (1,16); “andato un poco oltre, vide Giacomo e Giovanni” (1,19); “passando vide Levi” (2,13). É uno sguardo che focalizza, che sceglie e puntualizza una persona distinguendola da tutti gli altri pescatori che sono là presenti; il verbo greco blèpo sottolinea l’insistenza dello sguardo, ma anche l’intensità dell’amore; risulta quasi come un’azione che si compie durante il primo incontro. Deve essere stata impressionante la scena di quegli occhi se Pietro ancora la ricordava a distanza di una trentina di anni.
L’iniziativa! Questa è la seconda costante della chiamata. ÉGesù che passa e chiama; è lui che fa il primo passo e va a cercare collaboratori; è lui che apre il dialogo e rivolge l’invito; ed è lui che prepara l’occasione dell’incontro e fa sbocciare nel chiamato la decisione di rendersi disponibile al suo programma di evangelizzazione. É sempre a corto di operai. Egli desidera farsi amico, fratello, maestro, modello e intimo confidente di coloro che chiama.
L’urgenza! Il chiamato di fronte all’appello del Maestro non può esitare e tanto meno rinviare ad altra data la risposta. No! L’appello si qualifica con una nota di urgenza, con… una “fretta divina”, che viene sottolineata nel testo con l’avverbio di tempo “subito”: “e subito, lasciate le reti, lo seguirono” (1,18); “e subito li chiamò…” (1,20); “quello si alzò e lo seguì” (2,14). Al subito della chiamata, corrisponde il subito della risposta. É l’appello del “tempo opportuno”, del kairòs, del tempo favorevole; è la felice occasione da non perdere, anzi da profittarne ora, qui, subito, per me, per te, per lui…
La sequela! Questa è la quarta “costante” e costituisce il punto di arrivo della chiamata; infatti è il verbo seguire che caratterizza il discepolo. Infatti nel testo non viene posto tanto l’accento sul “lasciare, abbandonare, distaccarsi dai beni della terra”, quanto sul seguire: “…ed essi, lasciate le reti lo seguirono” (1,18); “…ed essi, lasciato il loro padre, lo seguirono” (1,20); “…e quello si alzò e lo seguì” (2,14).
Il discepolo non è tanto colui che impara una dottrina quanto colui che abbandona volentieri tutto il resto della sua vita per vivere l’avventura della sequela Christi. Nell’esperienza della sequela, il discepolo, lentamente, si ritrova con un nuovo stile di vita e con un nuovo criterio evangelico di scegliere e valutare le cose, le persone e gli eventi. E il resto tutto della vita risulta, al dire di Paolo, come “una perdita” e come “spazzatura” (Fil 3,12).
Nota della Direzione
La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore sia indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Anche in questo anno liturgico (B) incentrato soprattutto sul Vangelo di Marco, ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione rinnova la gratitudine per questo servizio.

Licenza in Scienze Bibliche conseguita presso il Pontificio Istituto Biblico.
Dottorato in Teologia Dogmatica conseguito presso la Pontificia Università Gregoriana.
Docente presso l’Istituto di Scienze religiose di Viterbo.Docente presso il Centro Nazionale USMI.
Maestro degli studenti teologi cappuccini dell’Italia Centrale (1967-1976).
Superiore Provinciale dei Cappuccini della Provincia Romana (1982-1988).
Presidente dei Superiori Provinciali Cappuccini d’Italia (1982-1985).
Consultore teologo della Congregazione per le Cause dei Santi (1989- ).
Visitatore apostolico di un Istituto religioso per incarico della Congregazione dei religiosi.
Docente presso l’Istituto Teologico San Pietro dal 1997.
Autore notissimo, conduttore a Radio Maria, direttore spirituale e predicatore per numerosi istituti religiosi femminili.

