Spezzare la Parola, pH Laura Ciulli

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. In questo anno liturgico (A) incentrato soprattutto sul Vangelo di Matteo,

Padre Ubaldo Terrinoni Ofm
Padre Ubaldo Terrinoni

ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione esprime gratitudine per questo ulteriore servizio.

Domenica 23 luglio 2023, XVI domenica del tempo ordinario – Anno A

IL BENE E IL MALE NEL MONDO Mt 13, 24-43 

Gesù, pH Laura Ciulli

Il riferimento alla notte e al sonno dei servi con cui si apre la narrazione della parabola mira a mettere in risalto il tempo propizio nel quale il nemico, in modo subdolo e di notte tempo, semina la zizzania nel campo dove è già stato seminato il grano. Purtroppo avviene che dove semina il Signore il bene, là pure semina il male il nemico: Satana. Quando grano e zizzania sono in crescita non si distinguono, ma al momento della mietitura risulta chiara l’identità dell’uno e dell’altra. La zizzania è detta in italiano anche loglio (dal latino lolium temulentum) infesta e danneggia i cereali e li fa crescere in modo povero, stentato.

Anche nella società e nella stessa Chiesa avviene questa commistione: bene e male, luce e tenebre coesistono; per cui la Chiesa è santa e insieme peccatrice. Già sant’Agostino la designava ad un tempo sancta et meretrix (“santa e piena di peccati”); è resa bella e affascinante dalle preghiere e dalle virtù di tanti santi noti e sconosciuti, ma purtroppo è anche macchiata e quasi resa irriconoscibile dai peccati di molti cristiani. Perciò la Chiesa è sempre bisognosa di conversione: Ecclesia sempre reformanda.

Che fare? – Perché Dio non interviene tempestivamente per lasciar granire soltanto il buon seme?  – Dio è il Dio dei tempi lunghi; non ha mai fretta, attende e spera con pazienza che il peccatore si converta, che ritorni a casa. “Il Signore è il Dio misericordioso e pietoso – garantisce l’autore dell’Esodo -, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conserva il suo favore per mille generazioni” (Es 34, 6-7). Egli ha in odio il peccato, ma ama il peccatore ed è sempre gioiosamente disponibile a riaccoglierlo e a perdonarlo con illimitata generosità. Dio dunque è paziente e offre agli sviati un lungo tempo per la conversione.

La parabola inoltre mira a temperare impennate di eccessivo zelo di molti cristiani per far trionfare il bene e combattere il male senza limiti di tempo e di spazio; a moderare intolleranze ispirate a rigorismi e integralismi; a abbonire quanti sono pronti a scagliare dardi e anatemi contro coloro che si attardano a puntare il dito su tutto ciò che non va o che fermano l’attenzione esclusivamente sul male; a ridurre a più saggio consiglio quanti presentano le esigenze del Vangelo con un aut-aut senza ammettere repliche. Occorre invece alimentare grande rispetto e saggia attenzione verso i ritmi di crescita: il contadino non pretende che il chicco di grano diventi stelo di spiga matura nel giro di un giorno.

E tuttavia il male va respinto, rifiutato, combattuto senza alcuna giustificazione, senza i “se” e i “ma”, cominciando proprio dalla mia persona; scandagliare la profonda intimità del mio cuore per portarvi un giudizio rigoroso, senza appello; combattere il male con tutti i mezzi di cui dispongo e in tutti i suoi aspetti, memore del saggio processo che aveva istruito per sé il santo papa Giovanni XXIII: “Con il prossimo avrò sempre un cuore di mamma; con il Signore, avrò un cuore di bambino; con me stesso, un cuore di severo giudice”.  Vivere ogni giorno come fosse il primo della mia vita, come fosse l’unico, come fosse l’ultimo; vivere con una fiducia che non deve mai stancarsi né arrendersi. E questo è il vero corso di “conversione permanente”.

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