DIO: PIENEZZA DI COMUNIONE Mt 28, 16-20

In quel tempo, gli Undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.
E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo”.
L’evangelista Matteo con estrema concisione chiude il suo Vangelo con l’evento della missione degli Undici. Il Risorto si presenta nella maestà della sua signoria e con un quadruplice tutto trasmette ai suoi il potere di “fare discepole” tutte le genti, battezzandole nel nome della Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Però non è sufficiente che tutte le genti conoscano il Vangelo, si richiede di procedere oltre per effettuare un’adesione personale, piena e profonda al messaggio; si richiede un’autentica incarnazione della Parola, così da poter dire che si è diventati il “quinto Vangelo”.
Ogni persona che riceve il Battesimo fa il suo ingresso nella Chiesa e beneficia da subito di una vera e propria ammissione all’interno della vita divina. É l’apostolo Paolo che ne esalta l’affascinante esperienza nella Lettera ai Romani con vibrante chiarezza: “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori dallo Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5). Inoltre egli allude più chiaramente alla Santissima Trinità nella conclusione della Lettera ai Corinzi: “La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirto Santo siano con tutti voi” (2Cor 13,13). In Paolo l’amore è partecipazione, è accesso al mistero della vita trinitaria sotto l’azione dello Spirito, è una rinnovata capacità di amare, è un’esistenza nuova nel Signore.
Pertanto, parlando di amore intendiamo parlare dell’amore che circola all’interno della Tre Divine Persone, perché l’apostolo Giovanni dichiara che “Dio è amore” (1Gv 4, 8.16) e l’amore non può non essere che trino. C’è infatti un primo tipo di amore ed è quello dell’uomo “che confida in se stesso”; è l’uomo che si erge a misura delle sue scelte e fa di sé un idolo blandito e adorato; è chiuso in se stesso e ignora Dio e il prossimo; ritiene di essere lui l’assoluto, l’arbitro delle sue scelte e del suo destino.
C’è un altro tipo di amore ed è quello della coppia o dell’amicizia esclusiva; è circoscritto a due, circola un andirivieni tra i due e qui “la gelosia fa da muro a ogni possibile intrusione, dove l’altro è lo specchio in cui riflettermi e mi serve solo per sentirmi dire “ti amo!” (G. Allegri).
Solo l’amore che circola fra tre persone è l’amore vero, completo, perfetto, che si apre all’altro rifiutando ogni chiusura e ripiegamento; questo è l’amore fecondo, generativo, di comunione come è proprio fra le tre Divine Persone: c’è un Padre che è l’amante, c’è un Figlio che è l’amato, c’è lo Spirito che è l’amore sussistente tra Padre e Figlio. “La Trinità dovrebbe avere sulla nostra vita quotidiana un effetto a dir poco rivoluzionario. Fatti a immagine di Dio Trinità, gli esseri umani sono chiamati a riprodurre sulla terra il mistero dell’amore reciproco che la Trinità vive in cielo. Nella Russia medievale Sergio di Radonez dedicò il monastero (che aveva appena fondato) alla Santa Trinità, proprio perché voleva che i suoi monaci mostrassero l’uno verso l’altro, giorno dopo giorno, lo stesso amore che circola tra le tre Persone Divine” (Kallistos Ware).
Nota della Direzione
La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore sia indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Anche in questo anno liturgico (B) incentrato soprattutto sul Vangelo di Marco, ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione rinnova la gratitudine per questo servizio.

Licenza in Scienze Bibliche conseguita presso il Pontificio Istituto Biblico.
Dottorato in Teologia Dogmatica conseguito presso la Pontificia Università Gregoriana.
Docente presso l’Istituto di Scienze religiose di Viterbo.Docente presso il Centro Nazionale USMI.
Maestro degli studenti teologi cappuccini dell’Italia Centrale (1967-1976).
Superiore Provinciale dei Cappuccini della Provincia Romana (1982-1988).
Presidente dei Superiori Provinciali Cappuccini d’Italia (1982-1985).
Consultore teologo della Congregazione per le Cause dei Santi (1989- ).
Visitatore apostolico di un Istituto religioso per incarico della Congregazione dei religiosi.
Docente presso l’Istituto Teologico San Pietro dal 1997.
Autore notissimo, conduttore a Radio Maria, direttore spirituale e predicatore per numerosi istituti religiosi femminili.
