Spezzare la Parola, pH Laura Ciulli

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. In questo anno liturgico (A) incentrato soprattutto sul Vangelo di Matteo, ci guida e ci accompagna in questo cammino

Padre Ubaldo Terrinoni Ofm
Padre Ubaldo Terrinoni

padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione esprime gratitudine per questo ulteriore servizio.

Domenica 27 agosto 2023, XXI domenica del tempo ordinario – Anno A

LE CHIAVI DEL REGNO Mt 16, 13-20

Gesù, pH Laura Ciulli

Questa pagina di Vangelo ci fa ritrovare in un tornante storico che qualifica ulteriormente la Chiesa e la persona di Pietro. Qui si chiude la prima parte del Vangelo e si apre la seconda. I Dodici hanno percorso un buon tratto di strada con Gesù: hanno ascoltato i suoi messaggi e hanno assistito a molti miracoli da lui compiuti. Ma tutto ciò che Gesù ha detto e fatto mira a rivelare la sua identità. Chi è dunque lui? Chi è Gesù? L’interrogativo rimane sempre aperto per tutte le generazioni della storia…! Pietro, a nome di tutti, risponde: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”; cioè l’apostolo afferma la messianità e la divinità di Gesù. E Gesù, a sua volta, dichiara l’identità di Pietro:

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa. La missione unica di Pietro sarà quella di essere il fondamento visibile che contribuisce a garantire la stabilità del futuro edificio o costruzione della “sua” Chiesa, che è costituita dal popolo della nuova alleanza. Questa costruzione garantisce la sicurezza di solidità da tutti gli attacchi delle “porte degli inferi” e da “tutte le potenze del male”. Il fondamento invisibile è e resterà per sempre il Cristo. Così, il fondamento invisibile (Cristo) e quello visibile (Pietro) costituiscono la migliore garanzia della solidità della Chiesa contro tutte le minacce e tutte le tempeste nelle quali incapperà “la barca” di Pietro. Cristo e Pietro svolgono una funzione interattiva.

A te darò le chiavi del regno dei cieli. La metafora delle chiavi non esprime solo la custodia di uno stabile, ma ne comprende anche il dominio e la responsabilità. Pertanto Pietro non è un semplice portiere o sorvegliante della Chiesa, ma è anche il fiduciario di Cristo. Il plurale poi (“le chiavi”) intende sottolineare l’estensione e la pienezza dei poteri conferiti all’apostolo; egli infatti non ha soltanto qualche chiave ma ha l’intero mazzo nelle sue mani.

Gesù consegnando a Pietro le chiavi della Chiesa intende rimettergli il governo dell’intera comunità ecclesiale. Se dunque la “pietra” ha la funzione di garantire la stabilità della Chiesa dei fedeli, le chiavi esprimono l’esercizio pratico, concreto, quotidiano di tale potestà. Pietro ha la piena responsabilità delle singole persone che compongono la Chiesa   sempre in dipendenza dal Signore. Pietro è il Vicario di Cristo ed esercita il potere in modo delegato.

Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli; e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto   nei cieli. Il binomio “legare-sciogliere” fa parte del linguaggio giuridico del tempo. In termini più espliciti intendo dire che il binomio carica di responsabilità Pietro nel dichiarare vera o erronea una dottrina, e nel riconoscere lecita o illecita una determinata prassi morale. In definitiva, Pietro ha la responsabilità “dell’interpretazione autentica dell’insegnamento di Gesù. La dottrina che egli ha lasciato deve essere sempre più compresa, esplicitata e soprattutto tradotta agli uomini di tutti i tempi. Di quest’opera di evangelizzazione permanente nella Chiesa, Pietro è il responsabile e il garante ultimo” (Ortesio da Spinetoli).

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