La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.
10 aprile 2022, Domenica delle Palme e della Passione del Signore – Anno C
“Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!”
“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”
“Oggi con me sarai nel paradiso”
“Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”
(Lc 19, 28-40. 22,14-23, 56

Molte volte Gesù aveva smorzato l’entusiasmo della folla o dei suoi discepoli. Ora invece no: entrando a Gerusalemme è Egli stesso che chiede di non tacere, di gioire come fanno i bambini.
È il tempo in cui è necessario festeggiare, ma nel dramma di un Figlio che non si sottrae agli insulti, Figlio che dà la sua vita, per amore, in modo che si possa vedere nel crocifisso una vita data per noi, in grado di bloccare il meccanismo perverso della violenza.
É proprio nell’epilogo della vita di Gesù che si rivela tutta la grandezza dell’amore del Padre che Gesù vuole rivelare. Siamo tutti presenti in questo momento sotto la croce, quando Gesù ascolta la folla che applaude alla sua morte. Gesù allora dice quella parole che rimarranno nel nostro cuore per sempre “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.
La cecità offusca la mente dei notabili del tempo, dei saggi della legge e dei profeti. E poi ci sono gli esecutori materiali che fanno il loro mestiere perché le vicende della vita li ha messi in quella strada. Quanta cecità e quanta ignoranza davanti a colui che aveva detto “Io sono la luce del mondo”.
E poi la richiesta del compagno di crocifissione che ha visto la luce di quell’uomo sanguinante. E Gesù che gli dice “Oggi sarai con me in paradiso”. Noi siamo commossi da questo sospiro d’’amore che esce dalle labbra di Gesù e ci sentiamo tutti dalla parte di colui che ha bisogno del grande perdono dell’amore misericordioso. Quando pensiamo alle nostre infedeltà queste parole e questo perdono ci immettono una grande pace e ci spinge ad un grande abbandono a Lui.
Così Gesù è giunto alla conclusione della sua missione di salvatore. L’amore prende il sopravvento sul male del mondo. Al culmine della cattiveria umana risponde il culmine della grandezza dell’amore del Padre. Gesù sente che ha adempiuto la missione di salvare l’umanità con il suo sacrificio. Per tutta l’umanità lo sguardo a Lui crocifisso diventa balsamo di vita nuova e di resurrezione.
Gesù guarda il cielo e dice “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”.
Il progetto del Padre per la redenzione dei suoi figli si è realizzato. La croce è diventato l’albero a cui tutti possiamo tendere la mano per coglierne il frutto, il frutto della Vita.
