Spezzare la Parola Laura Ciulli

Lunedì 1° gennaio 2024, Maria Santissima Madre di Dio – Anno B 

IL 1° DELL’ANNO: LA MADRE! Lc 2,16-21

Totus tuus Maria SS. Ma

 In quel tempo i pastori andarono senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quello che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

Nel primo giorno dell’anno è lei, La Madre di Gesù e nostra, che ci attende per darci la mano e camminare sicuri e sereni con lei lungo tutto il percorso. Il titolo più grande della Madonna è quello di “madre”. Ebbene questa Madre non desidera tanto di parlare o di farsi sentire. Le basta esserci. La sua presenza, attenta, vigile, partecipe, è più eloquente di qualunque parola e più efficace di qualunque azione. Del resto, è proprio così che viene segnalata dal quarto evangelista:

“C’era la Madre di Gesù a Cana…” (2,1)

“stava sotto la croce sua Madre…” (19,25).

Maria è Madre di Dio! Le è stato riconosciuto questo titolo dal Concilio ecumenico celebrato ad Efeso nel 431; i padri conciliari la proclamarono solennemente “Madre di Dio” (Theotòkos in greco, Dei Genitrix o Deipara in latino). “Il senso del dogma della maternità divina di Maria è questo: Maria è Madre di Dio perché ha generato il Dio fatto uomo. Non ha generato solo la carne di Dio, ma il Dio nella carne; non ha concepito un uomo che in seguito fu assunto da Dio, ma ha concepito una natura umana che, fin dal primo istante, è opera di Dio” (L. Boff).

Inoltre, Maria sul Calvario si dispone a espropriarsi di quel Figlio per dare alla luce, nel travaglio materno, “il Cristo mistico”: Donna, ecco il tuo figlio! le dice con commovente solennità il morente Crocifisso. Ed è consacrata “madre” una seconda volta. In qualche modo, l’apostolo Giovanni (che lassù ci rappresenta tutti) sta nascendo di nuovo, ora; è come entrato in quel seno materno, preparato e reso immenso dalla Parola. Il discepolo sta venendo alla luce ora e, quindi, ha bisogno di una madre. E là c’è pronta Maria. Lei diventa Madre del discepolo e di tutti i discepoli del mondo.

Nel Decreto conciliare “Lumen gentium” del Concilio Vaticano II,, si dichiara:  “Maria è per noi madre nell’ordine della grazia per quella sua speciale collaborazione all’opera del Salvatore, per restaurare la vita soprannaturale nelle anime. Maria e la Chiesa si fondono in una sola fecondità per la generazione dei figli di Dio” (n. 61).

Con Maria accanto, tutti ci sentiamo più sicuri. E possiamo cominciare a camminare con passo fermo nel nuovo anno. Però abbiamo bisogno che lei renda più umano il mondo di oggi e anche l’uomo del nostro tempo; abbiamo bisogno che renda più abitabile la nostra terra. Abbiamo bisogno di umanità, di dolcezza, di tenerezza, di vita e di pace. Abbiamo bisogno che lei sia costantemente presente nel nostro itinerario terreno.

L’uomo può anche illudersi di fare a meno di questa Madre, può stancarsi, può insolentire e dare rovinosi colpi di testa, ma lei non può e non vuole disinteressarsi, non intende abbandonare un figlio ribelle. Lei vuole rimanere fedelissima alla sua missione, alla sua funzione materna perché Madre di Dio e Madre degli uomini; vuole far rinascere in ognuno di noi la nostalgia di Dio e delle realtà spirituali.

Nota della Direzione

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore sia indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Anche in questo anno liturgico (B) incentrato soprattutto sul Vangelo di Marco, ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione rinnova la gratitudine per questo servizio.

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