La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore sia indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Anche in questo anno liturgico (B) incentrato soprattutto sul Vangelo di Marco, ci guida e ci accompagna in questo cammino

padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione rinnova la gratitudine per questo servizio.
Lunedì 25 dicembre 2023, Natale del Signore – Anno B
NATALE DEL SIGNORE Lc 2, 1-14
(Messa nella notte)
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse un censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirino. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia.
Ogni volta che rinnoviamo la nostra professione di fede, facciamo la seguente dichiarazione: “si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”. In questa formula si intrecciano due verità fondamentali. Due realtà misteriose e meravigliose: ciò che è avvenuto in Maria è per opera dello Spirito Santo, e Maria ha offerto la sua persona e la sua vita affinché il Verbo prendesse carne dalla sua carne e diventasse uomo. Si tratta di verità semplici e nude, senza risorse letterarie, ridotte al minimo indispensabile. Tuttavia sono verità sconvolgenti in quanto costituiscono il punto di partenza e, in un certo senso, il punto di arrivo dell’avventura meravigliosa di Maria: Lei è unica, grande, piena di grazia, perché è Madre di Dio.
Come intervenne in Lei lo Spirito Santo? Ci risponde l’evangelista Luca riferendo l’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo” (Lc 1,35). Si sa che una misteriosa ombra o nube aveva accompagnato la lunga marcia del Popolo di Dio nel deserto, dall’Egitto alla terra promessa (Es 40,34-35). La nube doveva essere il segno visibile della presenza invisibile ma reale di Dio in mezzo al suo Popolo; e accompagnava sempre la tenda dove dimorava Dio, nomade anch’egli nel deserto sinaitico.
Quando, finalmente, Israele entrerà nella sospirata terra, costruirà un santuario, un tempio in Gerusalemme dove, nella parte più sacra e impenetrabile, sarà collocata l’Arca dell’Alleanza e una nube indicherà la presenza di Dio. Ora, questa misteriosa altissima Presenza sta per scendere nella persona di Maria come una nube, e sta per trasformarla in santuario nuovo, vivente, in santo dei santi, in tabernacolo palpitante di vita. Maria, così, è Vergine e Madre ad un tempo, perché non è occorsa la fecondazione naturale, ma tutto in lei è purissima opera del libero atto di Dio. Come la nube copriva l’Arca dell’Alleanza, così la potenza di Dio agisce ora in Maria; come l’Arca era riempita della gloria di Jahwé, così Maria, nuova arca dell’alleanza, è riempita della presenza del Figlio di Dio: Gesù.
E lei non si abitua al mistero pur vivendo immersa nel mistero: vive con Dio, in Dio e Dio nel suo grembo; Dio è “suo”, è “per lei”, è suo Figlio, e ha la forza di vivere all’esterno come se in lei tutto sia semplice e normale. Il suo corpo e la sua anima convergono verso il centro del suo essere, dove risiede il Santo dei Santi, debole, inerme, bisognoso di tutto. E lei vive da sola e intensamente quel mistero di vita, tra emozioni e contemplazioni, tra quotidiane cure che son proprie di una gestante e il perdersi in Dio in momenti di particolare profonda intimità.
Questo mistero è celebrato in una povera grotta. Una donna, un uomo, un bambino che viene alla luce. Da quella grotta si sprigiona una luce potente che coinvolge pastori, angeli, cielo, terra e si rispande per l’universo intero. Un grande evento, un evento unico nella storia degli uomini celebrato e vissuto in un contesto semplice, oscuro, disadorno. Questo è il Natale di Dio in mezzo agli uomini!

