Spezzare la Parola Laura Ciulli

Sabato 6 gennaio 2024, Epifania del Signore – Anno B

TUTTI I POPOLI DA GESU’ Mt 2, 1-12

Presepe Piazza San Pietro
Presepio piazza San Pietro

 

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo.”. All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia.

Epifania vuol dire “manifestazione, rivelazione, apparizione”. É la solennità che, in qualche modo, chiude il festoso scenario del Natale. Ma sono notevoli i punti di confronto di queste due celebrazioni: nel Natale Dio scende alla ricerca dell’uomo; nell’Epifania l’uomo si mette alla ricerca di Dio. Il Natale viene annunciato dagli angeli, l’Epifania dagli astri; nel Natale Dio si fa presente in mezzo a noi, nell’Epifania Dio si manifesta a tutto il mondo; viene celebrata l’apertura d’orizzonte della salvezza ad ogni popolo. Pertanto non esistono più popoli eletti e non eletti, ma tutti sono “il suo popolo” ed egli è il re di tutti.

Il racconto che ci offre l’evangelista Matteo assume anche un valore simbolico: non viene riferito il nome dei Magi, il numero, la provenienza, la specifica casta alla quale appartenevano e altro ancora. Con grande coraggio si dispongono in viaggio alla ricerca del “nato re dei Giudei”; non cedono allo scoraggiamento, alla stanchezza, ai sacrifici, ai rischi, e…finalmente “trovano” ed esplodono in una “grandissima gioia” (2,10). In realtà, la vita dell’uomo è un cammino di ricerca di Dio, è un impegno che investe l’intera esistenza; cercarlo per trovarlo.

Dio è l’insonnia dell’uomo; tutta la sua vita è tensione di ricerca. “Il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell’uomo, perché l’uomo è stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a sé l’uomo e soltanto in Dio l’uomo troverà la verità e la felicità che cerca senza posa” (Catechismo della Chiesa cattolica, 27). Il bisogno dell’uomo di intrecciare un dialogo con Dio riveste carattere di necessità; è un bisogno insopprimibile del suo cuore. Del resto, l’uomo è essenzialmente un essere “in ricerca”, ha sete ed “è sete di Dio”. “L’uomo non solo è portatore di valori eterni – scrive il padre I. Larranaga – bensì è egli stesso un abisso sconfinato perché ideato e scavato secondo una misura infinita”.

C’è una consolante certezza: a colui che ricerca Dio, Dio gli esce incontro. Per cui è certo che ogni ricerca spirituale non è mai infruttuosa; anzi approda sempre a un porto e a una scoperta. In ogni uomo, qualunque sia il suo livello culturale, esiste un’aspirazione interiore profonda, che può essere soddisfatta soltanto da Dio. “Vocatus aut non vocatus Deus aderit” (chiamato o non chiamato, Dio si fa presente). Questo aforisma latino era stato scritto sul frontale della casa di Karl Gustav Joung, il padre della psicologia moderna, nel villaggio di Kusnacht in Svizzera.

E tuttavia la notizia della nascita di Gesù non trova gioioso e generoso accoglimento nel re Erode e nel ceto colto di Gerusalemme. “Il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme” (2,3). Il re cercherà subito di esorcizzare la sua paura “facendo uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù” (2,16). Alcuni anni più tardi, anche Gerusalemme (nella persona degli scribi, dei sommi sacerdoti e dei farisei) scaccerà la sua paura uccidendo Gesù re dei Giudei (Mt 27,37). I Magi sono venuti da lontano, hanno lasciato dietro di sé la loro patria, la casa, le loro attività… I vicini invece si turbano, si spaventano, sono presi da paura per quel Bimbo che è nato!!!

Nota della Direzione

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore sia indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Anche in questo anno liturgico (B) incentrato soprattutto sul Vangelo di Marco, ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione rinnova la gratitudine per questo servizio.

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