La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Sosta e Ripresa affida questo compito anche in questo 1° gennaio 2021, solennità di Maria Gran Madre di Dio, a don Gianni Carparelli, che ha accettato di accompagnarci per il resto dell’anno liturgico.
Solennità della Gran Madre di Dio – ANNO B
Iniziare pensando alla maternità… dedicando la giornata alla pace universale.
Maternità e Pace… la maternità è una sinfonia scritta sul pentagramma della genitorialità. Perché nella evoluzione umana maternità si coniuga con paternità. La maternità è più melodica e suona meglio all’orecchio. La paternità le dà un colore e una sfumatura di tono. Insieme, quando il dialogo è armonico, offre alla vita una visione incantevole… mi sarebbe piaciuto ascoltare su questo il maestro Ezio Bosso scomparso a maggio 2020, un artista dove forza di volontà e gentilezza d’animo avevano generato una armonia quasi perfetta. Dove la musica sfiorava i confini dello spirito…parafrasando il commento a riguardo di Corrado Augias, proprio a Viterbo nel 2018, al Teatro Unione, nel suo incontro con il maestro Bosso.
Quella di oggi è la 54ª edizione della Giornata mondiale della pace, voluta da Paolo VI, che proclamò la prima nel 1968. Pensare che la pace è possibile aiuta a impegnarci per promuoverla, per costruirla. E iniziando da piccole cose che sono grandi, immense. Ve lo ricordo con un grande profeta della pace, il Mahatma Gandhi, che scrisse questa riflessione:
“Prendi un sorriso
Regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare laddove regna la notte.
Scopri una sorgente
Fa bagnare chi vive nel fango
Prendi una lacrima
Posala sul volto di chi non ha pianto
Prendi il coraggio
Mettilo nell’animo di chi non sa lottare
Scopri la vita
Raccontala a chi non sa capirla
Prendi la speranza
E vivi nella sua luce
Prendi la bontà
E donala a chi non sa donare
Scopri l’amore
E fallo conoscere al mondo.”
Qualcuno potrebbe dire:… belle parole, ma la poesia non cambia il mondo.
Oppure potremmo pensare: ma un mondo senza fantasia e senza poesia è come uno stupro senza amore. Prima o poi, anzi prima che poi… si frantuma, si sbriciola… svanisce lasciando la bocca amara e da dove può rinascere la speranza e il desiderio di ‘altro’ oppure… la disperazione del vuoto. Guardiamoci attorno: è quello che sta succedendo. A noi scegliere la strada. Affinché l’anno nuovo sia nuovo e non solo un numero in più o un foglio da girare.
Gesù ci ricorda che è possibile rinascere.
Ma dobbiamo andare verso di Lui, per permettergli di entrare dentro di noi.
Buona domenica.

