La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori, un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. Sosta e Ripresa affida questo compito, a partire da questa domenica 27 dicembre, dedicata alla Sacra Famiglia, a don Gianni Carparelli, che ha accettato di accompagnarci per il resto dell’anno liturgico. In questa occasione, quanti questo giornale dirigono sono particolarmente colpiti dalla scelta di don Gianni di incentrare parte della sua riflessione sulla figura e sull’insegnamento della nostra fondatrice Tommasa Alfieri.

Prima Domenica dopo Natale, Sacra Famiglia – ANNO B
Il mondo, nel “sogno di Dio”. è una grande famiglia che riposa in una culla intrecciata di storia. I popoli la cercano da sempre e seguono la luce della fede. Ma il cammino è tortuoso dove la fragilità (anche la cattiveria) umana si diverte a seminare le incertezze più assurde. E molti ci cadono insanguinando la storia e i cammini delle genti. Ma la luce continua a brillare e a invitare verso cammini più sani.
Ognuno di noi, anche io e anche tu, possiamo pulire le strade e rimuovere le ombre. Cosa posso io fare, domandiamocelo con semplicità, affinché qualcuno possa camminare senza inciampare? Non pensare a quello che gli altri dovrebbero fare. Pensiamo a quello, anche se poco, che posso fareio.
Che le nostre famiglie rassomiglino a quella che, nella fede, ammiriamo in quel paesino sperduto della Palestina di duemila anni fa. Siano le nostre famiglie un esempio di quello che dovrebbe essere la grande famiglia umana. Siamo nati da un unico ceppo: la fede lo intuisce e cerca di viverlo nella storia. Anche se a fatica e lo sappiamo bene. Ma la speranza sorretta dalla fede guida i nostri cammini. La famiglia è sacra perché è la casa della verità che intuiamo quando ci immergiamo nella fede. La casetta di Nazaret è come una fotografia di Fratelli e Sorelle tutti. È una speranza e un sogno che si possono però costruire: la famiglia dei popoli. E il mondo intero, non importa dove siano confini se ci sono, sarà sacro, cioè: casa di Dio, e sacra la famiglia umana tutta.
Ne abbiamo un esempio nella vita di Tommasa Alfieri e l’opera da lei fondata, la Familia Christi’. E allora preghiamo insieme. Nella prefazione al libro Uno sguardo che accarezza la memoria, che di lei raccoglie quasi l’opera omnia, Giulio Andreotti ne cita l’affermazione riguardo alla preghiera comunitaria «… che sale al Signore dal cuore e dalle labbra di più persone riunite in una intenzione comune, in una lode comune, in una offerta comune, in una richiesta comune …» e afferma che “non è retorico il ritenere che vi siano defunti che continuano a parlare”.
Preghiamo dunque con l’ultima pagina di questo libro, con l’orazione Amica mea che a Maria Santissima rivolge Tommasa Alfieri a conclusione della sua opera Parlando con Lei:
…….
Maria facciamo casa insieme: tu verrai a stare nella nostra casa terrena finché noi non verremo a stare nella tua grande casa celeste.
Trattieniti, allora, e resta con noi al primo posto vicino al focolare.
Lavora con noi, Maria, e fa che la nostra fatica canti la gioia del servire.
Siedi a mensa e spezzazi tu un pane di semplicità e di pace.
Veglia con la tua materna dolcezza sul nostro riposo e fa puro il nostro sonno.
Prega con noi, Maria, quando noi preghiamo e custodisci tu il nostro cuore perché sappia parlare con Dio.
Cammina con noi, Maria, per le vie della terra a cercare i fratelli lontani.
All’ospite che giunge apri tu laporta.
Al povero che bussa dà tu la carità.
All’infermo che soffre dà tu il sollievo.
Se qualcuno oiange dona tu il coraggio.
Se qualcuco cade tu rialzalo.
Maria non te ne andare, resta con noi e stringici in un vincolo di carità perfetta.
Maria resta con noi: e chi entra ti trovi alla porta e chi esce ti porti nel cuore.
Maria, dolcissima amica dell’anima nostra. resta con noi al nostro focolare; ed insieme ci doni fuoco il Signore. Così sia.
«Et in electis meis mitte radices»
Amarla e sertirla con noi
